Sulla Fondazione Perugiassisi 2019 scende definitivamente il sipario. Il consiglio di amministrazione infatti martedì ha approvato il bilancio consuntivo 2014, chiuso con un piccolo avanzo di gestione e spese per 652 mila euro, per l’85 per cento costituite da costi di produzione del progetto di candidatura, mentre il restante 15 per cento è relativo a spese di funzionamento della struttura. Contestualmente all’approvazione, essendo terminato il loro compito si sono dimessi il presidente Bruno Bracalente e i consiglieri Giorgio Mencaroni e Antonino Rizzo Nervo. Bravamente e gli altri hanno poi voluto ringrazia re gli ex consiglieri Stefania Giannini e Andrea Ragnetti, il direttore artistico Arnaldo Colasanti, il project manager Lucio Argano, il direttore Loredana De Luca e tutti i collaboratori della Fondazione.
I PERCHE’ DELLA BOCCIATURA DI PERUGIA
Ottimo lavoro «Sebbene il titolo europeo non sia stato conseguito – spiegano in una nota – hanno contribuito con professionalità e passione a un impegno progettuale di notevole qualità e a un risultato, il titolo italiano, comunque importante per Perugia e per l’Umbria». Perugia infatti insieme alle altre città sconfitte da Matera (Capitale europea della cultura 2019) è stata dichiarata dal Mibac Capitale italiana della cultura 2015 e a disposizione avrà un budget di un milione di euro da spendere. Nelle settimane scorse il sindaco Andrea Romizi e l’assessore alla Cultura Teresa Severini hanno illustrato quelle che saranno le linee guida per la composizione del programma, assicurando che la città sarà coinvolta.
Sforzi ricompensati Parlando del riconoscimento del Ministero la Fondazione sostiene che «il lavoro svolto dalla Fondazione in questi anni ha dunque ricevuto, da parte del Governo italiano, un riconoscimento di alto valore simbolico, a cui si è aggiunto un significativo riconoscimento economico, che compensa gran parte dello sforzo compiuto dalle istituzioni pubbliche e private della regione per sostenere la candidatura umbra a Capitale europea della cultura, con contributi economici molto rilevanti in particolare da parte della Regione Umbria, della Camera di Commercio di Perugia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia».
