di MA.T e M.A. Manti

Concorre anche Aosta a Capitale europea della cultura 2019, il concorso che vede impegnata Perugia con i luoghi di Francesco d’Assisi e l’Umbria con una testuggine organizzativa operosa, coordinata dalla Fondazione e che è ormai in moto da tempo con progetti, azioni e cantieri aperti.

Città europea della cultura Insomma il premio che sarà destinato a una città italiana e a una città bulgara vede un altro concorrente di spessore, Aosta, tra le tante città eitaliani meritevoli di nota, tra cui però Perugia, non viene messa in ombra per il forte potenziale che esprime in termini di storia e di cultura, ma anche in termini di contesto universitario e di circuito virtuoso sul fronte della creatività, del paesaggio, dell’ambiente, delle architetture e della capacità di mettere a sistema e fare rete verso l’innovazione e la partecipazione. La sua lunga tradizione civile e civica sta molto contribuendo in questa fase di costruzione dell’impalcatura che sorregge la candidatura, trasformando la progettazione e l’ideazione in un attivismo collettivo.

Alcuni particolari Alla fine del 2013 sarà possibile conoscere la prima selezione tra le candidature, mentre a metà del 2015 si conoscerà la città vincitrice che avrà così quattro anni per prepararsi alla grande occasione di visibilità e di promozione e alla trasformazione culturale della realtà cittadina in vista di una singolare occasione di valorizzazione. Le altre città concorrenti sono: Bergamo, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Ravenna, Siena, Siracusa, Venezia con il Nordest, Urbino e Taranto, Pisa, Caserta e Cagliari e ora Aosta, che scommette sulla bellezza dei suoi paesaggi, sulla potenzialità di un contesto universitario in divenire, sulla capacità di comunicazione tra la capitale e il territorio, sul virtuosismo dell’indotto turistico anche per quanto riguarda gli sport invernali e su una storia incredibile e affascinante che è patrimonio prezioso di questa città accarezzata dalle Alpi.

Protocollo Intanto è sempre più operativo il cantiere di Perugia 2019. La candidatura di Perugia 2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e l’Umbria (ri)apre la porta alle scuole. Venerdì 13 settembre infatti è stato firmato un protocollo d’intenti tra la fondazione, la giunta regionale dell’Umbria, il consiglio regionale dell’Umbria, la provincia di Perugia, il comune di Perugia, l’ufficio scolastico regionale per l’Umbria. Con questa firma viene concordata la programmazione di progetti formativi da svolgere nelle scuole di ogni ordine e grado sui temi della cittadinanza europea e sui temi al centro della candidatura a capitale europea della cultura di «Perugia2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria». ‘Riapre’ perchè, la firma segna la conclusione di un percorso cominciato nel 2012 – si ricordino le giornate europee al Cerp – e l’avvio di un altro alla luce dell’importanza che il tema per la Candidatura. Il testo sancisce l’adesione e la collaborazione con le 150 scuole del territorio umbro fino al 2014 e detta le tematiche con cui gli studenti si confronteranno per la costruzione dei loro progetti: Perugia città dell’accoglienza; Perugia città del dialogo; Perugia città delle reti.

Un passo concreto «Il coinvolgimento delle scuole è un aspetto importante, sempre presente nei processi di candidatura. Per noi i giovani sono il target principale, il loro futuro di cittadini europei l’obiettivo fondamentale a cui guardare – ha dichiarato il presidente della fondazione Bruno Bracalente -; questa è la ragione della firma di oggi, a testimonianza di un passo concreto verso la tappa successiva del progetto, se supereremo la prima fase della selezione».

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