Una delle stanze-pattumiera della Rocca (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Oltre un milione di euro, per la precisione 1,3 milioni, per restituire alla Rocca Paolina il decoro perduto da tempo e per farla conoscere e apprezzare di più, sia dai perugini che dai turisti. Avviato verso la conclusione dalla passata amministrazione, il progetto per la riqualificazione della Rocca è stato sviluppato dalla nuova giunta e presentato alla Regione, dalla quale si attende un cofinanziamento pari alla metà della cifra necessaria. Del dossier se ne è parlato martedì a palazzo dei Priori nel corso della seduta della commissione Cultura, dove si è discusso dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri Vignaroli e Nucciarelli. Secondo quanto spiegato dall’architetto del Comune Sergio Asfalti, presente alla riunione insieme all’assessore alla Cultura Teresa Severini, il progetto prevede la riapertura dei cinque portoni di viale Indipendenza «che modificheranno sensibilmente l’effetto scenico della Rocca».

L’INCHIESTA: LA ROCCA  NEL DEGRADO

Il progetto Portoni che, come mostrato dall’inchiesta di Umbria24 pubblicata nei giorni scorsi, in molti casi sono ridotti assai male. Secondo Asfalti attraverso queste grandi arcate la luce diurna filtrerà all’interno, mentre la notte, grazie all’illuminazione interna, «la suggestione e la magia di questo luogo sarà visibile lungo tutto viale Indipendenza». In più è prevista la riapertura di zone dimenticate e aree espositive come l’ex Centro servizi, un luogo ormai abbandonato da anni. Come mostrano le foto, nella Rocca non ci sono né cartelloni né altro materiale informativo che spieghino alle persone la storia del luogo, motivo per cui si vogliono installare pannelli esplicativi e una segnaletica adeguata. Altro grave problema sono le infiltrazioni d’acqua, mille rivoli che partono principalmente dai giardini Carducci e da quelli di piazza Italia.

FOTOGALLERY: LA ROCCA ABBANDONATA

I problemi Risolvere il problema in modo definitivo sarà pressoché impossibile, vista la presenza delle aiuole e delle radici di alberi secolari, ma di sicuro gli orrendi teloni andranno tolti. Una possibile soluzione, spiegano i tecnici, è quella di canalizzare in qualche modo l’acqua così da farla defluire possibilmente non sopra le teste delle persone che camminano all’interno di quello che è uno dei capolavori dell’architettura del Cinquecento. In questo quadro c’è da capire che fine farà il Cerp, il centro espositivo di una Provincia sempre più a corto d’ossigeno. Come spiegato dall’assessore, i contatti con il presidente Nando Mismetti ci sono e l’intenzione del Comune è quella di prenderlo in gestione. «La trattativa c’è – ha detto Severini – anche perché a noi gli spazi espositivi non bastano mai».

QUINDICI ANNI TRA ANNUNCI E FINANZIAMENTI SVANITI

Il dibattito «La Rocca Paolina è uno dei miei punti fissi – ha aggiunto l’assessore – so l’effetto che fa sui turisti e conosco l’ignoranza dei nostri concittadini rispetto a questo monumento. Per molti è un mero contenitore di scale mobili e questo è un peccato». Per rivitalizzare l’area Severini pensa anche a eventi temporanei, mostre o possibili rievocazioni come una sorta di ricostruzione della città al tempo dei Baglioni. «Quel che è sicuro – ha detto nel corso del dibattito il consigliere pd Tommaso Bori – è che serve una progettualità per rovesciare lo stato delle cose e far sparire quella sorta di effetto ‘catacombale’ che si prova in certe aree, come quella dell’ex Centro servizi. Un progetto che andrebbe legato a quello del Parco delle mura e della Perugia sotterranea». L’ordine del giorno di Vignaroli e Nucciarelli è stato sostanzialmente condiviso dal resto dei consiglieri, ma il voto è stato rimandato a una delle prossime sedute per aggiornare il documento alla luce di quanto emerso martedì nel corso della discussione.

Twitter @DanieleBovi