Panini con la porchetta

Persa dopo 16 anni Porchettiamo, “traslocata” a Todi tra accuse e polemiche, il Comune di Gualdo Cattaneo reagisce dando vita a San Terenziano a Porquesì; l’iniziativa, sempre dedicata alla porchetta, si terrà dal 15 al 17 maggio mentre dal 22 al 24 andrà in scena Porchettiamo. Insomma, una sfida all’ultimo panino. Il Comune punta dunque a rilanciare il legame storico tra il territorio e uno dei suoi prodotti più rappresentativi, la porchetta. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, nasce con l’obiettivo di trasformare una tradizione gastronomica in un’occasione più ampia di racconto del territorio.

Il sindaco A spiegare il senso dell’operazione è il sindaco Enrico Valentini, che sottolinea come «questa manifestazione è nata per rispondere alla storia, alla tradizione di un territorio che da sempre è la “casa” delle porchette e dei porchettai». Un progetto che si presenta con «un format nuovo, studiato per il territorio e per valorizzare le nostre eccellenze», segnando così una discontinuità rispetto al passato ma mantenendo al centro l’identità locale.

Luogo di incontri Porquesì si propone come un evento che va oltre l’aspetto strettamente gastronomico. Per tre giorni, spiegano gli organizzatori in una nota, San Terenziano diventerà un luogo di incontro tra sapori, cultura e intrattenimento, con iniziative pensate per un pubblico ampio. Accanto alla degustazione della porchetta, spazio a spettacoli, musica e attività dedicate a diverse fasce di età, con l’intento di coinvolgere residenti e visitatori in un’esperienza completa.

Tradizione Il cuore della manifestazione resta comunque la tradizione. «Il cuore pulsante di Porquesì sarà sempre e solo la nostra tradizione, arricchita da tante novità», aggiunge Valentini, evidenziando anche il ruolo delle realtà associative locali. Proprio queste saranno protagoniste dell’evento, chiamate a contribuire attivamente alla sua realizzazione e a rafforzarne il legame con il territorio. L’iniziativa è stata pensata infatti come un evento di comunità, capace di mettere insieme associazioni, operatori e cittadini. L’idea è quella di trasformare il borgo in un palcoscenico diffuso, dove la cultura del cibo si intreccia con la vita sociale e con la valorizzazione del patrimonio locale, dai paesaggi ai centri storici.

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