di Elle Biscarini
«C’è l’impegno del Prefetto a migliorare la situazione dei migranti in attesa di documenti, speriamo che qualcosa si smuova, altrimenti saremo ancora qui sotto». Così Moussa Doumbia, rappresentante del sindacato Usb migranti che nella mattinata di mercoledì ha preso parte alla delegazione sindacale nell’incontro con il prefetto di Perugia mentre, nonostante la pioggia battente, un gruppetto di manifestanti si è riunito sotto i portici del palazzo della Provincia in attesa di notizie. L’organizzazione dei lavoratori si è mossa per chiedere, in buona sostanza, di velocizzare le procedure burocratiche per ottenere il permesso di soggiorno nel capoluogo.
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Mercoledì, dopo poco più di mezz’ora di colloquio, arrivano le prime notizie: «L’incontro – continua Doumbia – aveva lo scopo di trovare un modo per velocizzare i tempi di attesa delle Commissioni territoriali e migliorare la situazione delle liste per la manifestazione della volontà di fare richiesta d’asilo. La situazione attuale non è sostenibile e come sindacato chiediamo da tempo che i diritti dei migranti vengano garantiti, ma che spesso invece, vengono negati dalle lungaggini della burocrazia italiana».
Per legge, le Commissioni territoriali dovrebbero essere convocate entro 30 giorni al massimo dalla formalizzazione della richiesta d’asilo, per permettere ai richiedenti di proseguire nell’iter per l’ottenimento dei documenti e del permesso di soggiorno. «La realtà – spiega ancora Doumbia – è che c’è chi aspetta anche due o tre anni prima di venire convocato dalla Commissione. E nel frattempo i permessi provvisori scadono e bisogna ricominciare daccapo. È un’assurdità».
Durante il colloquio, riportano i membri della delegazione, il Prefetto si sarebbe impegnato a supportare la richiesta del sindacato. «Ci è stato chiesto di inviare una Pec al vice Prefetto – spiegano – con la lista di coloro che attendono da almeno due anni per la convocazione in Commissione territoriale e ci è stato promesso che loro provvederanno a convocare il prima possibile. Inoltre, abbiamo chiesto al prefetto di parlare con la Questura affinché si provveda a rimediare alle disfunzionalità, ritardi eccessivi e problematiche ancora irrisolte, come ad esempio le liste per manifestare la volontà di richiedere asilo. Chiediamo alla Questura di prendere in carico tutti coloro che si presentano, anziché continuare con il metodo attuale a ‘numero chiuso’» aggiunge Doumbia.
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«Attendiamo fiduciosi l’azione del prefetto – concludono smantellando il presidio – e chiediamo inoltre, a livello nazionale, il ripristino della protezione speciale, cancellata anni fa»





