I pediatri di libera scelta in Umbria saranno contattabili tre ore in più al giorno ed è prevista anche la possibilità di aumentare le ore di ambulatorio settimanali. Al centro dell’accordo integrativo regionale siglato il 23 dicembre tra la Regione Umbria e la Fimp (federazione italiana medici pediatri), che mancava dal 2007, c’è soprattutto la prevenzione, che si traduce in aumento degli screening a cui saranno sottoposto i bambini. Attenzione particolare viene riservata anche alla terapie antibiotiche, per prevenirne la resistenza, mentre per la vaccinazione antinfluenzale vengono introdotti degli incentivi in favore dei pediatri che raggiungeranno determinate soglie. «Questo accordo, raggiunto dopo 18 anni dal precedente siglato nel 2007, non è una semplice ripartizione di risorse, ma un progetto di salute pubblica che valorizza il pediatra come primo presidio di fiducia per le famiglie» ha detto la presidente Stefania Proietti, secondo cui «investire nella prevenzione tra zero e 13 anni significa costruire una generazione di adulti più sani e un sistema sanitario regionale più sostenibile». Per il segretario regionale della Fimp, Gianni Di Stefano «la firma di questo accordo è un risultato straordinario», che arriva «dopo quasi due decenni di vuoto normativo» e permette di «tornare finalmente a programmare il futuro della salute dei nostri bambini insieme alla Regione, riconoscendo – conclude – il valore del lavoro svolto dai pediatri di libera scelta e fornendo gli strumenti necessari ad affrontare le sfide della sanità moderna».
Una nota della Regione spiega quindi che il patto coi pediatri di libera scelta ha «l’obiettivo di potenziare le cure primarie in età evolutiva, riducendo il ricorso improprio alle strutture ospedaliere di secondo livello e garantendo risposte rapide e qualificate direttamente sul territorio». Per raggiungere il risultato si passa per «un sistema premiante legato a specifici obiettivi di salute» con «i pediatri umbri chiamati a implementare programmi diagnostici e di monitoraggio avanzati».
Lo sforzo si concentra quindi sulle «diagnosi precoci e sul neurosviluppo, con l’introduzione dell’uso sistematico di strumenti di screening come il test di McArthur a 2 anni per l’individuazione tempestiva di ritardi cognitivi e del linguaggio e il test M-Chat a 18 mesi per i segnali di rischio dello spettro autistico», ma viene anche «prevista la valutazione del neurosviluppo attraverso schede specifiche dell’Istituto superiore di sanità , utilizzate in tappe precise da 1 a 36 mesi di vita».
Contestualmente viene potenziato «il monitoraggio oftalmologico attraverso un programma strutturato di valutazione dell’acuità visiva: i pediatri di libera scelta utilizzeranno la tavola ottometrica pediatrica per sottoporre a screening almeno il 50 per cento dei bambini che compiono 5 anni, un’età cruciale in cui è possibile intercettare precocemente difetti visivi che, se non trattati, potrebbero compromettere lo sviluppo cognitivo e l’apprendimento scolastico».
Nell’accordo è anche inserito «un percorso strutturato di rilevazione del rischio metabolico e cardiovascolare al fine di prevenire le cronicità infantili: a 6 anni verrà effettuata la misurazione del Bmi e del rapporto circonferenza addominale/altezza, mentre a 13 anni è previsto lo screening della pressione arteriosa per identificare precocemente il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari in età adulta».
Attenzione viene anche riservata «all’appropriatezza prescrittiva e alla sicurezza terapeutica, con particolare attenzione alla lotta contro l’antibiotico resistenza», con «l’accordo che incentiva l’uso razionale degli antibiotici, privilegiando l’amoxicillina nella fascia 2-5 anni, rispetto a terapie ad ampio spettro, laddove clinicamente indicato, e promuove l’uso corretto e sicuro dei corticosteroidi per nebulizzazione nelle diverse fasce d’età pediatrica».
Sul fronte delle campagne vaccinali antinfluenzali per le stagioni 2026-2027 e 2027-2028, vengono previsti «incentivi specifici per i pediatri che raggiungeranno coperture vaccinali superiori al 30 per cento nella fascia 6 mesi-6 anni e al 45 per cento nei soggetti a rischio tra 7 e 13 anni».
Tutte le novità diventeranno operative «a partire dal 2026 e coinvolgeranno l’intera rete dei pediatri di libera scelta delle due Usl umbre», mentre «tutti i dati relativi agli screening verranno inseriti nel portale aziendale EcwMed per garantire un monitoraggio costante dei risultati raggiunti».
