La stanza di una struttura sanitaria umbra (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

È l’Umbria la regione d’Italia in cui la spesa per la mobilità sanitaria passiva – cioè per coloro che scelgono di curarsi fuori regione – è aumentata di più. A certificarlo sono i dati di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Secondo l’ultimo rapporto nel 2023 si parla di un aumento del 24 per cento rispetto al 2019, il dato più alto in Italia.

MOBILITÀ, PER LA SANITÀ UMBRA SALDO NEGATIVO DI 23 MILIONI 

I numeri In particolare i ricoveri fuori regionali sono stati oltre 15.600 per una spesa di 65,6 milioni di euro, con un saldo negativo complessivamente di 24 milioni. Il quadro in particolare è andato via via peggiorando dal 2018 in poi, quando il saldo era positivo di 4,6 milioni (cifra scesa poi a 2,9 l’anno dopo); dopo la pandemia il saldo è andato progressivamente allargandosi per toccare i -8,6 milioni nel 2022 tanto che Agenas parla dell’Umbria come fin un «caso da monitorare con attenzione».

Bori Commentando il rapporto il consigliere regionale del Pd Tommaso Bori – per ora in pole proprio per l’assessorato alla Sanità – parla di «dati allarmanti» e di umbri «costretti dalla destra ad andare fuori regione per curarsi». «Sono i numeri – dice il segretario dem – di quell’esodo sanitario che abbiamo più volte denunciato. A fronte di ciò, è diminuito anche il numero di pazienti che abbiamo attirato: meno 18 per cento. Da qui lo sbilancio di 24 milioni di euro di differenza. Gli umbri cercano fuori regione soprattutto risposte per malattie del periodo neonatale». Bori parla poi della necessità di una «operazione verità sulle liste d’attesa e sui conti» e sull’esigenza di prestare «la massima attenzione su una inversione di una tendenza che rischia di portare la nostra sanità, una volta benchmark, in profondo rosso».

Betti «Il rapporto Agenas – dice poi il consigliere regionale Cristian Betti –  certifica il totale fallimento della politica della giunta di destra». «Ci sarà da rimboccarsi le maniche – aggiunge – ma ce la metteremo tutta per rimediare a questo disastro. Un disastro nella mobilità sanitaria ma anche nei target di Asl e di Aziende ospedaliere che, come scrive la Corte dei conti, non sono stati raggiunti per il 2022». «In questo quadro – conclude Betti – gli umbri e le umbre hanno detto la propria, hanno chiesto un profondo cambiamento e, come Partito democratico e come coalizione, insieme alla presidente Stefania Proietti, saremo in grado di ribaltare uno status quo che non possiamo permetterci di lasciare inalterato».

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