Orvieto, Fabro-Ficulle e Attigliano. Queste le tre stazioni ferroviarie dell’Umbria coinvolte nel progetto di mobilità sostenibile che prevede una maggiore accessibilità in 180 scali presenti su tutto il territorio nazionale per i viaggiatori con bicicletta.
Patto Fiab-Rfi Giovedì a Roma Giuliettà Pagliaccio, presidente della Fiab (federazione italiana amici della bicicletta), e Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi (rete ferroviaria italiana) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per favorire l’integrazione modale treno/bicicletta, elaborando progetti di potenziamento infrastrutturale per facilitare gli spostamenti a turisti e sportivi che usano le due ruote. In ambito ferroviario, l’accordo si traduce con l’adeguamento di marciapiedi e sottopassaggi pedonali, ma anche la realizzazione di stalli dedicati per il parcheggio delle biciclette.
Orvieto, Fabro-Ficulle e Attigliano In Umbria l’accordo appena siglato interessa soltanto le stazioni di Orvieto, Fabro-Ficulle e Attigliano e nel dettaglio prevede spazi riservati alla sosta della bicicletta pavimentati e anche coperti; installazione nelle scale dei sottopassaggi pedonali di sistemi come scivoli e ascensori dimensionati per facilitare salita e discesa dei viaggiatori; l’utilizzo di locali non più funzionali alle attività ferroviarie per noleggio e manutenzione delle due ruote; la creazione di aree dedicate al bike sharing nei piazzali antistanti le stazioni ferroviarie, nelle città in cui il servizio è operativo; e infine l’installazione di segnaletica fissa e variabile dedicata.
Pagliaccio (Fiab) Per queste opere saranno presentati progetti ad hoc al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti da finanziare in parte con i fondi già a disposizione di Rfi e in parte con i finanziamenti pubblici destinati alla mobilità sostenibile. Per Pagliaccio: «Il protocollo dà concretezza a un articolato programma di collaborazione con il mondo del trasporto su rotaia che, attraverso la convenzione stipulata a inizio anno con Trenitalia, ad esempio, ci vede già impegnati al tavolo di lavoro misto e permanente nato per elaborare e promuovere iniziative a favore dello sviluppo dell’intermodalità fra bicicletta e treno».
Gentile (Rfi) Soddisfatto anche l’ad Gentile: «La convenzione rientra in un più ampio progetto di “mobilità dolce” per la quale Rfi è impegnata nello sviluppo di progetti che favoriscano sempre più l’integrazione fra bicicletta e treno. Il nostro obiettivo è attrezzare le stazioni italiane per consentire l’integrazione modale, grazie alla quale i passeggeri partendo in bici dalla propria abitazione trovino un primo punto di sosta in stazione, per facilitare l’utilizzo del treno per arrivare a destinazione».
Progetto 500 stazioni Gli interventi sono inseriti nel progetto 500 stazioni del valore di 80 milioni che prevede la trasformazione e adeguamento di scali medio piccoli al fine di renderli più funzionali ai servizi chiesti dai clienti; caratterizzarli con uno standard architettonici unici (brand); e migliorarne l’accessibilità anche alle persone a ridotta mobilità. Rfi in vista della realizzazione dei progetti, ma soprattutto alla luce della crescente presenza di ciclisti in stazione ha definito un decalogo delle regole per dar spazio anche alle biciclette senza incidere negativamente sulla vivibilità degli hub ferroviari.
Decalogo In particolare: l’ingresso e l’uscita dalla stazione con bicicletta al seguito deve avvenire attraverso gli appositi varchi; conduzione a mano delle biciclette negli ambienti della stazione e non in sella; l’ingresso negli ambienti ferroviari delle persone con bicicletta al seguito è consentito solo ai viaggiatori muniti di regolare titolo di viaggio; obbligatorio l’utilizzo degli stalli dedicati per il parcheggio delle biciclette, che non possono essere lasciate all’interno della stazione; in caso di scale dei sottopassaggi, le biciclette devono essere trasportate attraverso scivoli e ascensori. In assenza, la bicicletta deve essere trasportata a spalla; ogni persona può portare con sé una sola bicicletta; i viaggiatori devono comunque attenersi ad eventuali istruzioni fornite dal personale ferroviario o dalla polizia ferroviaria; in caso di emergenza, le biciclette non devono essere da intralcio per le altre persone; chi transita in stazione con la bici è responsabile della custodia della stessa; la violazione del regolamento è punita ai sensi dell’art. 20.3 del DPR 753/80.
