L'assessore durante il convegno

«Il Patto per Perugia sicura nel 2015 sarà implementato ed orientato al contrasto del degrado urbano nelle zone in particolare di Fontivegge e del Broletto». Ad assicurarlo, sabato introducendo la seconda e ultima giornata del Convegno internazionale «Quale sicurezza urbana», l’assessore regionale alla sicurezza Fabio Paparelli. Un’area, quella di Fontivegge, per la quale venerdì il sindaco del capoluogo Andrea Romizi ha presentato un piano di rilancio. «Anche la città di Terni – ha spiegato – vedrà nelle prossime settimane la firma di un proprio patto per la sicurezza, dato che la gran parte dei fenomeni criminosi che accadono nella nostra Regione avvengono nei due capoluoghi di provincia. Un Patto, quello relativo a Perugia, «che ha permesso – secondo l’assessore – di avvalersi di una strategia condivisa che ha portato ad un generale miglioramento dell’ordine e della sicurezza».

LA PRIMA GIORNATA DEL CONVEGNO

Modello cooperativo A fare da cornice a quello che è stato definito «un modello cooperativo tra Stato, Regioni ed Enti locali», sarà l’intesa tra Regione e ministero degli interni cui hanno lavorato l’assessore Paparelli ed il sottosegretario agli interni Giampiero Bocci, giunta in dirittura di arrivo e volta a sperimentare modelli e pratiche innovative di sicurezza pubblica partecipata. Parlando a proposito delle politiche che gli «attori locali» dovrebbero portare avanti, Paparelli ha spiegato che questi dovrebbero «orientare la sicurezza urbana verso la coesione sociale e la partecipazione civile, avvalendosi di strumenti finalizzati a tutelare la qualità della vita urbana, a rispondere ai bisogni sociali, ad adeguare l’offerta abitativa, a rendere appropriata la fruizione degli spazi pubblici, a prevenire la devianza».

Strategie Politiche che devono essere integrate con quelle degli altri livelli di governo e che devono coinvolgere «tutti gli altri operatori della sicurezza presenti sul territorio incluso il livello organizzativo del sistema di welfare, dai servizi sociali alle associazioni, al volontariato». Tra le strategie da portare avanti «la sorveglianza, le ordinanze, l’arredo urbano dissuasivo e – ha concluso l’assessore – la videosorveglianza».

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