Mons. Gualtiero Bassetti - foto Fabrizio Troccoli

«Anche noi come quelle povere donne siamo spesso impauriti: viviamo in una società di morte». Così l’arcivescovo di Perugia, monsignor Gualtiero Bassetti durante l’omelia della notte di Pasqua nella cattedrale di San Lorenzo. Un’omelia nella quale il prelato non ha mancato di parlare dell’ennesimo gravissimo fatto di sangue che si è verificato in città, ovvero l’omicidio del 24enne Alessandro Polizzi, ucciso questa settimana in una casa di Perugia mentre dormiva con la sua fidanzata di 20 anni, Julia Tosti, rimasta ferita: «Il Vangelo di questa notte ci racconta la sorpresa delle donne, quando recatesi con aromi al Sepolcro di Gesù per imbalsamare il suo cadavere trovarono la pietra rimossa e non trovarono il suo corpo».

Una società di morte «Mentre si domandavano chi aveva fatto questo – ha proseguito -, si presentarono a loro due uomini in abiti sfolgoranti, allora piene di paura chinarono il volto a terra, ma quelli dissero loro: “Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui. E’ risorto”. Carissimi fratelli e sorelle, anche noi come quelle povere donne  siamo spesso impauriti: viviamo in una società di morte». Il monsignore ha poi parlato della rapina avvenuta in una casa di Marsciano venerdì sera: «Anche la scorsa notte a Marsciano, in una tranquilla casa – ha evidenziato il presule –, è avvenuta una rapina, con una persona ferita e due bambini terrorizzati. Chi restituirà a queste creature la gioia della loro fanciullezza, dei loro giochi?».

La crisi Sulle tavole delle famiglie umbre poi, così come nel resto d’Italia c’è la crisi economica che picchia in modo particolarmente duro nella regione: «Una notevole percentuale di famiglie – ha spiegato – sono in una condizione di estrema povertà. Non c’è lavoro, soprattutto per i giovani. Nella gente, lo constato tutti i giorni, cresce la paura: mille pensieri, mille ragionamenti, tutte pietre pesanti sul cammino della nostra vita quotidiana. Non è difficile rendersi conto che l’uomo oggi è povero, anche se c’è ancora chi è pieno di beni materiali, povero, perché ha distaccato il cielo dalla terra. Per questo è tanto povero».

I ragazzi E così come nel corso del funerale del 24enne ucciso, nel corso del quale il viceparroco di Ponte San Giovanni ha invitato i giovani a fare delle scelte, anche Bassetti ha parlato dei ragazzi delle periferie umbre. Ragazzi forse più ricchi dei loro padri, ha spiegato il presule, ma più poveri dentro: «I nostri giovani, nelle nostre città e periferie, vagano tristi – ha detto -, perché possono avere tutto meno l’unica cosa di cui hanno bisogno: la pace, la pace che diventa l’“infinito”, un “amore” che non cessi mai, un “ideale” che vada al di là di se stesso, un eroismo che li conquisti fino all’estremo. Quanta tenerezza e quanto affetto provo per i nostri ragazzi: più poveri di quelli di ieri, anche se meno affamati. E’ giusto dinanzi a tutto questo che il vescovo vi ripeta questa sera “non abbiate paura!”».

La resurrezione «Fratelli, la potenza dello Spirito Santo – ha proseguito l’arcivescovo –, che è lo Spirito del Risorto, è il terremoto misterioso, invisibile, che rotola ogni pietra sul nostro cammino! E’ questa la forza misteriosa ma reale della Pasqua: “E’ risorto non è qui”. E’ risorto! Se lo accogli con fede, la tua tenebra si trasforma in luce ed una vita nuova ti è donata per essere tu “luce del mondo e sale della terra”». «Così poveri e così illuminati! Così nulla e così riempiti di destino eterno!  Questa è la Pasqua del cristiano – ha sottolineato mons. Bassetti avviandosi alla conclusione –. Bisogna che ciascuno di noi prenda coscienza che ha ricevuto un destino di luce per andare ogni giorno ad annunziare che Cristo è risorto e a mostrarlo con le parole e con la vita. Perciò noi cristiani con le nostre opere dobbiamo essere la Pasqua visibile. Quando tanti nostri fratelli, che hanno lasciato la Chiesa, ci diranno: “dove è il vostro Cristo?”, guai a noi se non sapremo dare l’unica risposta che dobbiamo dare: Cristo è qui, è in me, è nella comunità, è nella Chiesa».

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