di Maurizio Troccoli
Fiocco rosa speciale in un ospedale di territorio dell’Umbria, che ripropone un tema spesso trascurato, quello dell’educazione sessuale tra i giovanissimi. L’ultimo parto di una under 18 è avvenuto qualche giorno fa e si è reso necessario il taglio cesareo.
Neonato affidato ai nonni Durante la gravidanza si è alzato il livello di guardia nella scuola frequentata dai due giovanissimi genitori, 14 anni lei e 15 lui, subito dopo che la notizia è stata ufficializzata. Gravoso l’impegno delle assistenti sociali che si sono fatte carico di collaborare con le famiglie dei due ragazzi per l’affidamento della bambina. Il parto si è risolto bene e ovviamente l’evento della nascita ha fatto passare in secondo piano tutte le problematiche legate a chi dovrà occuparsi della bambina, fino al raggiungimento della maggiore età. Naturalmente i due genitori proseguiranno negli studi. Per tutelarne la privacy e sottrarli alla curiosità generale non viene indicata la cittadina di residenza, né altri elementi. Si vuole invece portare alla ribalta un fenomeno che vede impegnati i servizi sanitari e i medici di medicina generale.
Il fenomeno Un ruolo fondamentale in casi analoghi viene svolto con il supporto psicologico dei servizi sanitari pubblici che fanno capo ai consultori. «Non conosco l’entità del fenomeno in termini di percentuali, ma credo che sia raro sia in Umbria che nell’ospedale di Perugia- ha detto a Umbria24 Saverio Arena, medico della Ostetricia del Santa Maria della Misericordia-. La mia esperienza mi fa sostenere che sono diversi i fattori alla base di una gravidanze di ragazze così giovani. Prima di tutto l’inesperienza dei partner, poi la non conoscenza degli anticoncezionali, anche se al primo posto metterei una carenza di comunicazione tra figli e genitori. Erroneamente si pensa che la pillola del giorno dopo sia la soluzione in questi casi, ma pochi sanno che quel farmaco non può essere somministrato a minorenni». Sulla base di un rapido giro di telefonate Umbria 24 ha appreso che in Umbria il fenomeno annuo di nascite di mamme-ragazzine non supera le 15 unità, equamente diviso tra genitori italiani o di altre nazionalità. Colpisce tuttavia, in questo caso, la giovanissima età, rispetto alla media degli altri parti che vedono coinvolti ragazzini minorenni.
