di Daniele Bovi
L’annuncio atteso alla fine è arrivato, seppur ‘in ritardo’ di sette giorni: Papa Francesco nel corso dell’Angelus di domenica ha nominato l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti cardinale. «Il 22 febbraio avrò la gioia di tenere un concistoro dove creerò 16 nuovi cardinali – ha detto Bergoglio – appartenti a 12 nazioni di ogni parte del mondo che rappresentano il profondo rapporto ecclesiale tra la chiesa di Roma e le altre chiese sparse per il mondo». Tra gli italiani oltre a Bassetti ci sono il segretario di Stato Paolo Parolin, il Prefetto della Congregazione del Clero Beniamino Stella e il segretario generale del Sinodo dei vescovi Lorenzo Baldisserri. Bassetti domenica mattina era in una parrocchia della città e subito dopo la notizia le campane della cattedrale di San Lorenzo hanno suonato a festa per lungo tempo.
GUARDA IN BREVE LA STORIA IN TIMELINE
INTERVISTA AL NEO-CARDINALE
VIDEO – PARLA BASSETTI
Chi sono Quattro in totale gli uomini di Curia e dodici i residenziali. Per quanto riguarda gli stranieri Bergoglio ha scelto il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Gherard Müller, l’arcivescovo di Westminster Vincent Nichols, l’argentino Mario Poli, successore di Bergoglio alla guida della diocesi di Buenos Aires, l’arcivescovo di Santiago del Cile Riccardo Ezzati, l’arcivescovo di Rio de Janeiro Joao Orani Tempesta, l’arcivescovo di Managua Leopoldo José Brenes Solórzano, l’haitiano Chibly Langlois, l’arcivescovo di Ouagadougu (Burkina Fasu) Philippe Ouèdraogo, l’arcivescovo di Abidjan (Costa d’Avorio) Jean Pierre Kutwa, l’arcivescovo di Quebec Gèrald Cyprien Lacroix, l’arcivescovo di Seoul (Corea) Andrew Yeom Soo-jung e il filippino di Orlado Beltran Qevedo, della diocesi di Zamboanga. Bergoglio ha poi scelto anche tre cardinali emeriti, che non avrebbero diritto di voto in un eventuale conclave perché hanno più di 80 anni: si tratta di monsignor Loris Francesco Capovilla, arcivescovo titolare di Mesembria, monsignor Fernando Sebastian Aguilar, arcivescovo emerito di Pamplona e monsignor Kelvin Edward Felix, arcivescovo emerito di Castries.
VIDEO – BASSETTI GIORNI FA SU POSSIBILE NOMINA
GLI AUGURI DELLE ISTITUZIONI
Scelta sorprendente La scelta più sorprendente è però proprio quella di Bassetti perché rompe quella che è la tradizione sulle «sedi cardinalizie» italiane: Milano, Torino, Napoli, Palermo, Bologna, Firenze, Genova e Venezia. La porpora torna così a Perugia dopo 160 anni: era il 19 dicembre del 1853 infatti quando fu «imporporato» l’arcivescovo Gioacchino Pecci, diventato poi nel 1878 papa Leone XIII. Che Bassetti fosse legato a doppio filo a Bergoglio si era intuito fin dalla reazione del presule all’elezione del Papa argentino sul Soglio di Pietro: una gioia autentica perché portatrice di valori comuni. Seguita dalla nomina di Bassetti alla Congregazione per i vescovi al posto del cardinale Angelo Bagnasco. Ma anche i recenti discorsi dell’arcivescovo – come quello di Natale – hanno indicato nella Chiesa «povera in mezzo ai poveri» l’unica strada possibile.
WEBDOC – IL VIAGGIO DEL PAPA AD ASSISI
Prima creazione Quella annunciata durante l’Angelus è la prima creazione cardinalizia da parte di Papa Francesco. Scelte fondamentali perché con le nomine si scelgono coloro che eleggeranno il prossimo pontefice, ed è chiaro che Bergoglio voglia puntare su chi ha una visione della Chiesa e del mondo vicina alla sua. Il tetto fissato a 120 da Paolo VI Bergoglio lo ha superato di uno con queste nomine.
Immensa gratitudine Dopo la notizia dal palazzo vescovile si esprime in una nota «immensa gratitudine» anche a nome «dell’intera comunità diocesana perugino-pievese». «Con il futuro cardinale Gualtiero Bassetti – è detto ancora – la Chiesa e l’intero popolo di Dio dell’Umbria si sentono ancor più vicini al Papa che ha scelto come nome quello di uno dei grandi santi della cristianità, figlio della terra umbra, Francesco d’Assisi, il Poverello. Proprio alle persone in difficoltà, disagiate, emarginate, sofferenti, gli “scarti della società”, come li definisce Papa Francesco, anche monsignor Bassetti è impegnato a far sentire la concreta vicinanza della Chiesa di Cristo e, nel contempo, a richiamare i cristiani ai loro doveri verso questi fratelli che vivono difficili situazioni di povertà umana e materiale, oltre a non far mancare la sua attenzione a quanti sono “distanti” dalla Chiesa, perché la Parola di Dio, che annuncia la salvezza, va fatta conoscere a tutti, nessuno è escluso».
Chi è Gualtiero Bassetti, nato 71 anni fa a Popolano, località di Marradi, in provincia di Firenze, ma nella Diocesi di Faenza-Modigliana, ha molto in comune con il suo illustre predecessore Gioacchino Pecci, entrato nella storia come il “Papa riformatore e sociale” e il “Papa dei lavoratori”, che, nello scrivere l’enciclica Rerum novarum, formulò i fondamenti della dottrina sociale della Chiesa. «Bassetti – scrive la diocesi – è un pastore molto sensibile alle problematiche sociali, in particolare al mondo del lavoro e al ceto meno abbiente. Fin dal suo breve ma intenso episcopato al servizio della Diocesi di Massa Marittima-Piombino (1994-1999), mons. Bassetti fu vicino alle famiglie dei lavoratori delle Acciaierie alle prese con una crisi difficile. Vicinanza al mondo del lavoro che ebbe anche da vescovo della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro prima di essere nominato arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, il 16 luglio 2009, facendo ingresso in diocesi il 4 ottobre successivo, festa di san Francesco d’Assisi».
Tra giovani e politica Bassetti, che tra il 2014 e il 2017 sarà impegnato in una visita pastorale alla comunità diocesana, nel 2012 è stato eletto alla guida della Conferenza episcopale umbra «condividendo con i confratelli – dice la diocesi – le scelte le scelte da compiere nei vari ambiti pastorali». Molto attento ai giovani, fin da quando era vescovo in Toscana ha cercato di promuovere quello che chiama un «patto educativo» fra comunità ecclesiale, istituzioni e realtà formative. A Perugia ha incoraggiato la «Missione giovani» e nei piani pastorali affronta i temi della vita, della famiglia, della riscoperta dell’identità battesimale, della parrocchia dal volto missionario e comunità educante, della giustizia sociale. Bassetti in alcuni messaggi si è rivolto anche alla politica chiedendo un «sussulto profetico», legalità, droga, alcol, gioco d’azzardo e anche sullo shopping domenicale «che snatura il giorno del Signore». Il neo-cardinale in questi anni ha cercato anche di essere vicino al mondo economico e, insieme alle istituzioni, ha promosso raccolte fondi per le famiglie in difficoltà.
