Punto nascita ed emergenza/urgenza garantiti per entrambi gli ospedali. Questi gli unici dettagli che filtrano intorno al corposo documento presentato dai sei saggi nominati dai sindaci di Spoleto e Foligno per elaborare una proposta tecnica di integrazione del San Matteo degli Infermi e del San Giovanni Battista. Il documento verrà presentato a metà aprile nell’ambito di un incontro pubblico, mentre si attendono le convocazioni delle due commissioni consiliari competenti per la sanità, che già da tempo scalpitano per conoscere il lavoro compiuto dai sei medici di lungo corso incaricati l’estate scorsa (Alessandro Laureti, Antonella Esposito, Enzo Ercolani, Giancarlo Nizzi, Giorgio Nicolic, e Daniele Pinaglia).

Piano di integrazione al vaglio Al momento il documento è stato quindi presentato ai sindaci Fabrizio Cardarelli e Nando Mismetti, all’assessore regionale Luca Barberini, al direttore generale della Usl 2 Imolo Fiaschini e al dirigente amministrativo Enrico Martelli. In una nota del Comune di Spoleto si legge che il progetto elaborato dai saggi prevede «la realizzazione di un unico polo ospedaliero articolato su due sedi; il rispetto del principio della mobilità professionale, con operatori impegnati sulle due sedi al fine di garantire la massima omogeneità assistenziale; contemporanea definizione di Strutture semplici dipartimentali con budget reale; una complementare vocazione assistenziale delle due sedi ospedaliere; il costante perseguimento di una formazione professionale unica fra le due Strutture». Il faldone è ora al vaglio del dg Fiaschini e anche dell’assessorato regionale alla Sanità, ma la reazione dei sindaci e dello stesso Barberini è molto positiva.

Reazione positiva da sindaci e Barberini In particolare Cardarelli parla di «lavoro notevole, un’ottima base da cui partire per realizzare finalmente una effettiva integrazione» mentre Mismetti da Foligno ha commentato che «il documento è di estrema importanza perché va nella direzione della creazione di un terzo polo sanitario dell’Umbria che guarda anche Assisi e Bastia Umbra». Il lavoro dei sei saggi viene invece giudicato come «un contributo molto valido» dall’assessore Barberini: «offre un margine significativo di crescita per tutto il territorio e propone soluzioni innovative, esportabili anche in altre realtà della regione, di vera collaborazione fra i due presidi ospedalieri, arrivando a ipotizzare anche forme di coordinamento uniche di processi e servizi per migliorare la qualità delle prestazioni. La proposta sarà valutata per essere inserita nella programmazione regionale, mentre il progetto verrà presentato in un incontro pubblico a metà aprile e le prime procedure per l’integrazione saranno avviate entro giugno».