L'ospedale di Spoleto

«Il primario di Ostetricia e ginecologia di Spoleto, Fabrizio Damiani, pronto a ricoprire lo stesso ruolo all’ospedale di Foligno. Cardiologia ai minimi termini e rischio di ridimensionamento di Pediatria, con personale in partenza per l’ospedale di Terni». Suonano l’allarme sul San Matteo degli Infermi lo Spoleto city forum  e il Tribunale del Malato che, con una nota, annunciano per «le prossime settimane iniziative coi cittadini e le categorie sociali ed economiche per sostenere la proposta dei servizi da garantire in via esclusiva a Spoleto e quali altri a Foligno. Abbiamo già chiesto alle istituzioni di firmarla e farla propria, ma non hanno voluto» e per questo «è ora – scrivono le associazioni – che la città ritorni in piazza per difendere il suo ospedale».

«Troppi problemi, pronti a proteste» Sull’addio di Damiani all’ospedale di Spoleto per quello di Foligno, qui il 31 dicembre scorso è andato in pensione il primario Narducci, dall’assessorato regionale alla sanità per ora si limitano a spiegare che «non c’è nessun atto in merito e che due resteranno le strutture complesse di Ostetricia e ginecologia, una a Spoleto e l’altra a Foligno, né sono in discussione i due Punti nascite». Ma secondo le associazioni del City forum c’è poco da star sereni. Intanto i servizi ambulatoriali di Cardiologia senza personale funzionano a singhiozzo con gravi disagi per i pazienti, mentre il primario condiviso con Foligno all’ospedale di Spoleto verrebbe soltanto una volta alla settimana. Ma a preoccupare anche di più sono le sorti di Pediatria, con il concorso della Usl che è andato deserto e la direzione generale che ha già paventato il ridimensionamento. In questo senso per il City forum c’è il «reale, fondato, pericolo sia di chiusura del Punto nascite di Spoleto che, a seguire, delle peculiarità necessarie per restare nella rete l’emergenza urgenza: praticamente il de profundis».

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