La conferenza stampa di fine anno

di Daniele Bovi

Ventitremila prestazioni in più all’anno, ovvero oltre 60 al giorno. Tanto valgono le 200 ore settimanali aggiunte dall’Azienda ospedaliera di Perugia nell’ambito del piano varato dalla Regione per abbattere le liste d’attesa. E in molti casi, come annunciato lunedì al Santa Maria della misericordia durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno, i risultati potranno essere ‘ritirati’ direttamente sul sito internet dell’ospedale. La novità riguarda in special modo gli esiti degli esami radiologici, da visionare e scaricare in tutta sicurezza dal sito dell’ospedale grazie a un codice di accesso e a un pin forniti al momento dell’esame: «Così – ha detto l’ingegnere dell’azienda che gestirà il servizio – eviteremo ai cittadini di tornare in ospedale per ritirare il referto».

Novità Un sito che nelle prossime settimane sarà disponibile anche in versione mobile mentre, all’inizio del 2015, arriverà anche l’applicazione per conoscere i tempi di attesa al pronto soccorso. Un pronto soccorso dove gli accessi nel 2014 sono stati 64 mila (1.500 in meno rispetto al 2013), ovvero oltre 170 al giorno con un sensibile calo dei codici bianchi e un aumento di quelli gialli e rossi; segno che le persone nei casi non gravi decidono con più attenzione se andare o meno al Santa Maria, ospedale promosso dall’audit civico di Cittadinanzattiva con un punteggio di 8,31. Quanto all’abbattimento delle liste d’attesa invece, oggetto di uno specifico piano, «grazie alle ore aggiuntive – ha spiegato Manuela Pioppo, direttore sanitario del Santa Maria – siamo in grado di garantire circa 460 prestazioni in più ogni settimana e in alcuni casi i tempi di attesa sono passati da 70-80 giorni a 10».

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Equilibrio Risultati positivi ci sono anche sul fronte del bilancio dell’Azienda, che vale 305 milioni. Secondo il direttore generale Walter Orlandi «siamo riusciti a mantenere i conti in equilibrio nonostante 8,5 milioni in meno rispetto al 2012». L’obiettivo è stato centrato «senza tagliare i servizi – ha spiegato il dg – bensì grazie a una buona gestione. Si pensi al sistema di autoassicurazione, a quello di acquisizione dinamica dei farmaci che ci ha permesso di risparmiare 3,5 milioni di euro, all’impianto fotovoltaico e a quello di trigenerazione». Quanto agli investimenti in nuove tecnologie Orlandi sostiene che non è vero che si è speso troppo: nel 2014 è stata installata una nuova risonanza magnetica mentre è in corso quella di due nuove tac. «Ricordo – ha detto Orlandi – che in questo campo l’obsolescenza delle macchine è veloce e che alcune macchine sono vecchie».

I numeri Tornando ai numeri, nel corso del 2014 sono aumentati gli interventi (più di 50 al giorno per un totale di 20.671), i day hospital diagnostici (considerati inappropriati e in alcuni casi usati come mezzo per aggirare le liste d’attesa) sono stati azzerati mentre sono diminuiti i ricoveri ordinari considerati inappropriati (da 35.596 a 35.256) affiancati da un aumento del day surgery. Giù, anche se di poco, anche il numero dei parti (1.920 nel 2014) compresi quelli cesarei (dal 24,6% al 22,8%) con quelli indolore in continua crescita, tanto che nel 2014 hanno rappresentato una larga fetta del totale (381). Nel suo intervento Orlandi è poi tornato sul problema della lungodegenza e «delle cure domiciliari: su questi due punti – ha detto – non possiamo più aspettare».

Twitter @DanieleBovi

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