Il segretario regionale della Cisl Celestino Tasso, ha scritto una lettera al direttore generale del Santa Maria di Terni descrivendo l’ospedale come un Giano bifronte quindi mettendo in luce aspetti positivi e negativi della struttura sanitaria. La risposta di Maurizio dal Maso non si è fatta attendere.
Celestino Tasso Sono ormai giorni che sono bloccato in ospedale S. Maria di Terni per assistere mia madre lì ricoverata. Se sei uomo attento e hai una mente aperta ti accorgi di quanto sia acuto il problema della sanità e di quanto c’è e ci sarebbe da fare – scrive Tasso – in Geriatria e Lungo Degenza che sono reparti di prima linea c’è un personale medico e infermieristico fa miracoli e dona serenità ai pazienti, ma qualcosa non va. Bene i nuovi letti tecnologici e la rinfrescata alla facciata – dice il sindacalista nella nota -, male le infrastrutture interne compresi gli ascensori che non risultano essere sufficienti e mal funzionanti; malissimo, se non al limite della vergogna, la situazione della quantità numerica del personale, mancano i numeri non le volontà e le capacità».
Santa Maria «Personale ridotto all’osso – denuncia – che come quantità non garantisce i diritti al riposo e alle ferie, trattamento che non meritano. Il loro è un lavoro faticoso, pericoloso, gravoso, pieno di responsabilità e impegni con una retribuzione al limite del ridicolo eppure li vedi operare in maniera incessante come api intorno all’arnia e ti riempie il cuore di gratitudine per quello che riescono a fare. L’impegno, la professionalità va riconosciuta e degnamente pagata qui forse più che in altre realtà, ma noi sani siamo ciechi e sordi rispetto all’evidenza dei fatti: così non si può andare avanti, anche i medici e il personale si può ammalare per troppo stress».
Sanità a Terni «Per quanto riguarda gli aspetti clinici e assistenziali mi rincuora il fatto che abbia potuto riconoscere la buona attività assistenziale del personale dell’ospedale – ha risposto Dal Maso -. Valutando il lavoro già svolto nella struttura di Geriatria si evidenzia il miglioramento di quel processo teso a fornire una diversa attività assistenziale in base all’acuzie ed alla intensità della patologia, l’unitarietà tra prestazioni sanitarie e sociali, la continuità tra azioni di cura e riabilitazione, la realizzazione di percorsi assistenziali integrati, l’intersettorialità degli interventi, unitariamente al conseguente riequilibrio di risorse finanziarie e organizzative in rapporto all’attività svolta tra ospedale e territorio».
Maurizio Dal Maso «Sono aumentati i posti letto – prosegue il direttore generale dell’azienda ospedaliera – e si è trovato un unico reparto dedicato a questi malati. alleggerendo i reparti di Medicina interna e delle specialità mediche da quei ricoveri di lunga durata permettendo, quindi, una maggiore turnazione dei malati e la disponibilità di un maggior numero di posti letto disponibili e riducendo il numero degli appoggi in corridoio di pazienti in attesa di ricovero. Ovviamente tutto questo è quello che ho potuto ‘cominciare a fare’ in questi primi mesi del mio mandato. Lavorerò, ovviamente, anche sugli ascensori o sui rivestimenti dei corridoi, che lasciano molto a desiderare, ma, ribadisco, questo è quello che ho trovato. Invece, per tutte le altre considerazioni da sindacalista . conclude provocatoriamente il dg – dovrebbe farsi lei una domanda e provare a darsi una risposta e cioè: ‘dov’ero io negli ultimi anni?’. Io ho il piacere e l’onore di essere direttore generale dell’ospedale Santa Maria di Terni solo dal 1 marzo».
