Walter Orlandi, direttore generale azienda ospedaliera Perugia - Foto Fabrizio Troccoli

La Società Italiana per lo studio dell’arterosclerosi (Sisa) ha promosso, da giovedì 24 settembre a martedì 29 settembre 2015, la ‘Settimana dell’ ipercolesterolemia Familiare’, campagna di sensibilizzazione con un duplice obiettivo, quello di rendere consapevoli gli italiani del ruolo della componente genetica nell’ipercolesterolemia e quello di aumentare la conoscenza di questa patologia che, in Italia, è spesso sottostimata.

L’iniziativa L’ipercolesterolemia familiare, in Italia, interessa circa 240.000 persone, ed è caratterizzata da elevati valori di colesterolemia che spesso si manifestano già dalle prime decadi di vita. In questi pazienti, che sono ad alto rischio cardiovascolare (infarto, ictus) – si legge in una nota dell’ospedale perugino -, è molto importante eseguire i controlli sin da giovani, anche prima dei 18 anni, specie se in presenza di ipercolesterolemia nei genitori, e ripeterli poi almeno ogni 5 anni. Si calcola che in Umbria siano circa 1600 i pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare. L’iniziativa ‘Settimana dell’ ipercolesterolemia familiare’ prevede quindi la possibilità per gli ipercolesterolemici di contattare i centri specializzati Sisa per ricevere consulti e informazioni gratuite relative alle problematiche diagnostiche e/o di trattamento dell’ipercolesterolemia familiare. Tra questi c’è il centro di Perugia del quale è responsabile la professoressa Graziana Lupattelli. Aderiscono alla manifestazione i 38 centri italiani per lo studio delle dislipidemie. Tutti questi centri afferiscono al progetto Lipigen, un network italiano finalizzato alla identificazione, studio e trattamento delle dislipidemie genetiche. Il centro Lipigen della nostra Regione si trova presso l’ambulatorio delle Malattie del ricambio lipidico della Medicina interna. Il progetto Lipigen prevede che questi pazienti, una volta individuati, vengano sottoposti ad analisi del sangue finalizzata ad individuare il difetto genetico che ne è responsabile.

Letti in corsia Sempre una nota dell’ospedale riporta che i sindacati Medici  e l’ordine dei Medici all’udienza del Tar del 23 settembre hanno ritirato la richiesta di sospensiva, dopo che lo stesso Tribunale aveva rinviato tale decisione ad oggi , a proposito dell’attivazione dell’ Unità di degenza infermieristica dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. La decisione – sempre la nota – è stata accolta con piena soddisfazione dalla direzione aziendale e, ovviamente, dal dipartimento delle professioni sanitarie, in quanto permette la prosecuzione dell’attività di una struttura che in poco più di tre mesi dalla sua attivazione sta dando concreti risultati assistenziali. «Il trionfalismo non ci appartiene, ma c’è grande soddisfazione visto che con l’apertura dell’unità di Degenza infermieristica abbiamo restituito dignità ai pazienti, con l’eliminazione del cosiddetti letti aggiunti in corsia – dichiara Orlandi.- Non abbiamo mai temuto un giudizio avverso, non solo per giustezza organizzativa, ma anche nel pieno rispetto di norme giuridiche assistenziali». Come oramai è noto continua la nota -, il paziente dimesso dalla struttura ospedaliera, in attesa di essere preso in carico in quelle territoriali o al domicilio, viene accolto nell’unità di Degenza infermieristica per completare l’iter assistenziale. Il percorso prevede la totale sicurezza del paziente, in quanto se dovessero presentarsi la sintomatologia della pregressa patologia, viene attivato il personale medico del reparto per garantire la continuità delle cure. «Lunedì scorso recita la nota dell’azienda ospedaliera -, in occasione della presentazione di un apparecchiatura per patologie respiratorie , Ebus, anche la presidente della Regione Catiuscia Marini, aveva voluto prendere posizione sull’argomento: ‘i percorsi assistenziali sono di pertinenza dei tecnici e di quanti sono preposti all’organizzazione delle strutture sanitarie. Richiedere l’intervento del Tar ci è sembrato improprio ed inopportuno’. Due giorni dopo la decisione del ritiro della richiesta della sospensiva.

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