Fino al 3 ottobre si può prenotare per un teleconsulto ed una eventuale ecografia all’aorta addominale inviando una mail. L’iniziativa è dell’ospedale di Perugia che risponde alla chiamata della Fondazione Onda sull’open day dedicato all’aneurisma dell’aorta addominale con alcune giornate dedicate alla prevenzione alla diagnosi precoce.
Prevenzione all’ospedale di Perugia Il Santa Maria della Misericordia, con l’obiettivo di promuovere la corretta informazione sulla patologia cardiovascolare, offre ai cittadini la possibilità di sottoporsi a uno screening di primo livello fino al 3 ottobre. La formula è quella della prenotazione di un teleconsulto e una eventuale ecografia all’aorta addominale, inviando una mail all’indirizzo a chir.vascolare@ospedale.perugia.it o telefonando al numero 075/5786436. Le persone che aderiranno verranno ricontattate direttamente dall’ospedale di Perugia per fissare l’appuntamento in base all’organizzazione ambulatoriale già programmata per prevenire l’aneurisma aortico addominale, che consiste in una dilatazione localizzata e permanente dell’aorta addominale. Familiarità, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e fumo costituiscono i principali fattori di rischio, oltre a genere ed età.
Aneurisma dell’aorta addominale «L’incidenza di questa malattia nella popolazione italiana è di circa 20-50 casi ogni 100mila abitanti mentre la mortalità è di circa 6mila persone l’anno – spiega il dottor Massimo Lenti, direttore della struttura complessa di Chirurgia Vascolare – La sintomatologia precedente all’aneurisma è praticamente assente ed è qui che diventa fondamentale la prevenzione. L’indagine è semplice, basta sottoporsi ad uno screening di primo livello. In base alla diagnosi, il paziente viene sottoposto ad un controllo di secondo livello per stabilire le caratteristiche dell’aneurisma e decidere se intervenire chirurgicamente o con la procedura endovascolare. Questo tipo di intervento viene eseguito nelle sale ibride (in grado di effettuare procedure chirurgiche complesse associate a dispositivi radiologici altamente sofisticati) di cui una è presente nel nostro ospedale».
