Sviluppo economico, infrastrutture, formazione e credito gli ambiti di intervento individuati con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e rendere la città più attrattiva per nuovi residenti, giovani e investitori, sostenere le imprese creando le condizioni per facilitare la crescita e la competitività del sistema produttivo, creare occupazione costruendo nuove opportunità e investendo nella formazione e nello sviluppo delle competenze, potenziare le infrastrutture migliorando i servizi a supporto delle attività produttive e dei cittadini. Al via il percorso ‘verso un Patto per lo sviluppo sostenibile’ a Orvieto. Nel pomeriggio di lunedì, nella sala delle Quattro Virtù del Comune, si è tenuto il primo incontro di confronto promosso dall’amministrazione comunale con i rappresentanti delle forze economiche della città.

‘Verso un Patto per lo sviluppo sostenibile’ Presenti, oltre al sindaco Roberta Tardani e i membri della giunta comunale, il direttore generale della Cassa di Risparmio di Orvieto, Maurizio Bernabè, la presidente della Fondazione Centro studi ‘Città di Orvieto’, Liliana Grasso, il presidente della sezione di Orvieto di Confindustria Umbria, Michele Basili, il presidente di Confcommercio Orvieto, Stefano Malentacchi, il presidente di Cna Orvieto Gianluca Mancinetti, il vice direttore di Confagricoltura Umbria, Paolo Maiolini,  Francesco Nardelli di Coldiretti Orvieto e David Principali in rappresentanza di Confartigianato Orvieto. Nel suo intervento introduttivo il sindaco Tardani ha illustrato le finalità del Patto per lo sviluppo sostenibile, «un accordo tra pubblico e privato che coinvolgerà le forze vive della città e prevederà impegni precisi per l’una e l’altra parte in modo tale da diventare uno strumento operativo di programmazione utile alla crescita del territorio e alla creazione delle migliori opportunità».

L’obiettivo «Dai preziosi contributi arrivati dalle associazioni di categoria – spiega ancora il sindaco – è stata trasversale la necessità di puntare sulla formazione per creare occupazione. La carenza di manodopera qualificata è infatti una criticità rilevata in tutti i settori. La Summer School Its in Agricoltura sostenibile e Smart Farming che abbiamo in cantiere sarà una prima cartina di tornasole per testare nel concreto l’interesse e il supporto di imprese e scuole con l’obiettivo di dare vita a un corso permanente capace di avvicinare la formazione e alle reali esigenze occupazionali del territorio. Stesso compito che si darà il nuovo cda del Centro studi che sarà impegnato a intercettare le competenze oggi indispensabili per costruire una politica di formazione che abbia ricadute più incisive su Orvieto e i Comuni dell’Area Interna. C’è stata inoltre condivisione sulla realizzazione della Casa e ospedale di comunità in Piazza Duomo nell’ottica di riportare servizi ed economia quotidiana nel centro storico, sugli interventi di valorizzazione di asset quali il Palazzo del Vino e Palazzo del Popolo, sugli investimenti in corso su infrastrutture materiali e immateriali, dalla posa della fibra al completamento della complanare e dei Fori di Baschi, necessari per garantire migliori collegamenti fisici e virtuali, e sulla nostra intenzione di rilevare le aree ex Crescendo da mettere a disposizione per nuovi insediamenti produttivi nella zona industriale di Bardano che oggi risulta satura. Importante infine l’intervento della Cassa di Risparmio di Orvieto dalla quale, seppur nella fase transitoria di ingresso del nuovo azionista di maggioranza, è stato ribadito l’impegno a sostenere il tessuto produttivo locale  ma anche che è possibile creare prodotti e strumenti finanziari ad hoc in base agli obiettivi del Patto, a partire dalla formazione e non solo, oltre a quelli già esistenti per incentivare la residenzialità in Umbria che potranno essere maggiormente diffusi. La condivisione e messa a sistema degli strumenti disponibili per reperire risorse economiche oltre quelle già disponibili, quali bandi ed altri canali di finanziamento – conclude il sindaco – è infatti un passaggio fondamentale nella roadmap che proponiamo ai protagonisti del Patto per lo Sviluppo che parte da una adesione agli obiettivi, passerà per la raccolta delle proposte, la definizione delle azioni e dei tempi e quindi la realizzazione degli interventi individuati».

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