Il Comune di Orvieto

Passa con il voto favorevole espresso compattamente dalla maggioranza, il bilancio previsionale del Comune di Orvieto alle prese con uno stato di pre-dissesto per 8.2 milioni di conti in rosso e aliquote fiscali al massimo, come previsto dalla procedura. La manovra impostata dall’assessore Massimo Gnagnarini ha quindi convinto il Pd, ma anche la civica Per andare avanti e Sel e fatto esultare l’amministrazione comunale che parla di «importante passo in avanti verso il rilancio della città». Opposta naturalmente la posizione delle opposizioni, col capogruppo di Fd’I, Andrea Sacripanti che, invece, bolla il bilancio come «catastrofico che pagheranno mezzo milione in più tra Imu, Tasi e Tari».

Fiscalità In particolare, il documento economico è stato approvato con gli 11 voti favorevoli della maggioranza che ha condiviso gli interventi definiti nella giunti guidata dal sindaco Giuseppe Germani, tra queste, la riduzione dello 0.1% all’aliquota Imu per le case concesse in comodato d’uso gratuito ai parenti di primo grado, la detrazione sulla Tasi per i figli a carico salita da 25 a 40 euro e l’esenzione totale per 24 mesi della Tari per le nuove attività commerciali, professionali e artigianali. Sempre sul fronte della tassa rifiuti, l’amministrazione comunale di Orvieto ha stabilito la misura massima di due componenti familiari per le seconde case, mentre la Tari sarà ridotta anche a quegli esercenti che rinunciano alle slot machine, così come previsto dalla relativa mozione approvata all’unanimità dal consiglio comunale. Sul capitolo di bilancio della Tari sono poi stati dirottati anche 50 mila euro dell’aggio ambientale, riducendo così il gettito in entrata e quindi la pressione sui cittadini.

Sindaco Germani: «In 3 anni archiviamo il pre-dissesto» Sempre tra le fila della maggioranza si è salutata con favore l’operazione di riacquisizione della gestione diretta di gestione e riscossione di Tosap (tassa occupazione suolo pubblico), affissioni e imposta sulla pubblicità, che ha causato l’estromissione dell’Inpa che curava il pacchetto dal 2009. Il traguardo di questo primo passo verso il tentativo di risanamento dei conti lo spiega direttamente il sindaco Germani: «Uscire dal predissesto entro tre anni è il nostro obiettivo nonostante siamo partiti da un deficit di 8,2 milioni di euro e conti da risanare secondo uno schema già predefinito, con pochi margini per una politica di sviluppo. A questo va aggiunto che lo Stato ci ha tagliato oltre 1 milione di euro di trasferimenti e ha preso in anticipo 720.000 euro di Imu agricola mentre noi riusciremo a riscuoterne prevedibilmente poco più della metà, ma nonostante ciò abbiamo chiuso il 2014 con un avanzo di gestione di oltre 1 milione di euro e prevediamo di ridurlo a poco più di 5 milioni alla fine di questo esercizio: in altre parole significa riduzione del deficit di 3 milioni di euro in poco più di un anno (due anni contabilimente, ndr)».

Talanti: «Bilancio coraggioso» Sostegno convinto al percorso avviato è stato manifestato anche dal consigliere Maurizio Talanti (Pd): «Il bilancio di quest’anno, sicuramente perfettibile e migliorabile, è la dimostrazione – si legge in una nota – che Orvieto può non essere soltanto ‘la città del predissesto’, la pecora nera dei conti pubblici umbri, ma che anzi può ritrovare ruolo e centralità all’interno dello scacchiere regionale, grazie anche a un nuovo gruppo dirigente rinnovato e in grado di innescare processi virtuosi, prendendo decisioni coraggiose».

Sacripanti (Fd’I): «Imu, Tasi e Tari costano mezzo milione in più»  Fortemente critico invece Sacripanti (Fd’i): «Sia Germani e Gnagnarini si sperticano nel dipingere il bilancio come il punto di svolta per Orvieto, ma le previsioni sono catastrofiche per i cittadini che dovranno pagare 580 mila euro in più tra Imu, Tasi e Tari rispetto allo scorso anno, soltanto in parte mitigato dalle tanto decantate detrazioni che avranno un impatto misero di soli 80 mila euro, segno che il mancato pagamento di 5 milioni tra imposte, tasse e tributi non è un messaggio abbastanza chiaro per gli amministratori. Scandaloso poi – prosegue il consigliere di opposizione – che il 62% della Tari ricada sulle famiglie, l’aumento dei proventi da parcheggi per 225 mila euro e il raddoppio dell’imposta di soggiorno che Germani si era impegnato a togliere pena le sue dimissioni».

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