Una strategia commerciale decisamente aggressiva, fatta – secondo la Sii – di dicerie e illazioni. È quella scelta da una sedicente azienda per piazzare costosi strumenti di filtraggio dell’acqua ai cittadini dell’orvietano. Il Servizio Idrico mette in guardia da quello che definisce «un vero e proprio inganno».
Il metodo basato sulle malelingue – i super esperti li chiamano ‘fattoidi’ – è vecchio come il cucco, ma maledettamente efficace: «Come sa l’acqua della sua zona ha problemi di potabilità». Il cittadino contattato, ripensa automaticamente alle grane del passato e il ragionamento del piazzista diventa credibile. «Il nostro sistema le consente di avere acqua filtrata, pura e potabile». Una proposta accompagnata da un prezzo tutt’altro che modesto. Ma alcuni accettano.
Denuncia A segnalare la situazione è direttamente la Sii che «smentisce categoricamente le notizie diffuse» e spiega che «l’acqua nell’orvietano è perfettamente potabile e controllata continuamente, così come avviene su tutto il resto della rete gestita dalla Sii nel territorio di competenza dell’Ati».
Rassicurazioni A riprova, la società cita i risultati dei monitoraggi – inclusi quelli del sito lacquachebevo.it – che «confermano l’assoluta potabilità e la regolarità dell’approvvigionamento idrico nell’orvietano». Chiarimento doveroso a parte, la storia non è andata giù alla dirigenza del Servizio idrico che sta valutando «la sussistenza di ipotesi di reato ed eventualmente l’opportunità di procedere a denunce ed azioni legali nei confronti dei responsabili».
