foto #saveorvieto

Hanno già marciato nel comune di residenza i membri del comitato #saveOrvieto, ma quello era solo un gesto simbolico; ora i cittadini pongono la questione della discarica Le Crete sul piano nazionale: giovedì 9 giugno alla presenza di rappresentanze politiche, esponenti di governo, associazioni ambientaliste, mondo scientifico ed accademico, saranno alla Camera dei deputati per una conferenza stampa che «ha lo scopo – scrivono – di accendere i riflettori su una realtà la cui vocazione turistica, ambientale, artigianale, artistica, culturale e di produzione agricola, rischia di essere ulteriormente compromessa da improvvide scelte».

La discarica di Orvieto I rappresentanti di #saveOrvieto si rivolgono alle istituzioni nazionali per chiedere la chiusura della discarica (recentemente salita alla ribalta della cronaca locale per la richiesta di ampliamento) e la bonifica di un’area inquinata da mercurio come indicato nell’ordinanza emessa dal sindaco Giuseppe Germani a fine maggio che vieta la pesca per uso alimentare su tutto il tratto orvietano del Fiume Paglia.

«No all’ampliamento, sì alla chiusura» La discarica conta attualmente in due calanchi. Il primo è esaurito, il secondo è in via di esaurimento e Sao-Acea ha presentato istanza di ampliamento, «richiesta alla quale sovrintendenza e Comuni si oppongono – sottolineano da l comitato ma rispetto alla quale la Regione non si è invece ancora espressa con chiarezza»- Chiarissima invece la posizione di #saveOrvieto: «Primo obiettivo è quello di evitare l’ampliamento della discarica e giungere alla sua chiusura entro il 2020 così come definito dall’Unione Europea. Il secondo è quello di attivare procedure locali, nazionali ed europee per procedere alla bonifica dell’area inquinata da mercurio che è la stessa su cui sorge la discarica». Alla conferenza stampa sono stati invitati anche i membri della commissione ambiente e quelli della commissione d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

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