Orvieto e il suo turismo

Per loro quella tassa rischia di creare solo problemi a una categoria già colpita duramente dalla crisi. Federalberghi-Confcommercio va all’attacco del comune di Orvieto e definisce «un errore grave» l’istituzione dell’imposta di soggiorno.

L’attacco Secondo Elisabetta Ruozi Berretta, vicepresidente della federazione degli albergatori della provincia di Terni, l’imposta «colpisce le strutture ricettive, principalmente gli alberghi, già vessati da una applicazione ingiusta della Tares-Tari e dell’Imu. Il comune di Orvieto – ecco la ‘stoccata’ – sembra aver perso di vista che gli alberghi sono imprese che devono far quadrare il conto economico e che, se vengono caricati di costi impropri, inutili e controproducenti non possono reggere alla crisi e non possono continuare a garantire i posti di lavoro».

Escamotage Il ‘niet’ di Federalberghi riguarda anche le motivazioni che avrebbero spinto il consiglio comunale ad adottare l’imposta: «Se si applica correttamente la legge – spiega Elisabetta Ruozi – risulta impossibile utilizzare gli introiti della tassa per far quadrare il bilancio comunale. Il getttito deve essere destinato a finalità di interesse turistico e al sostegno delle strutture ricettive, non al mero ripianamento dei deficit».

Le differenze La riflessione punta alla radice del problema e al tema del ‘mordi e fuggi’: «Le presenze turistiche – osserva la vicepresidente di Federalberghi – se è vero che generano costi collettivi come la raccolta dei rifiuti o la gestione della mobilità, è anche vero che portano ricchezza. Viceversa le presenze giornaliere, quelle esentate dalla tassa di soggiorno, producono costi in più senza alcuna compensazione significativa».

La richiesta arriva diretta e puntuale: «L’imposta non è una soluzione per nessuno, semmai un ulteriore problema che potrebbe anche costituire un incentivo al sommerso. Chiediamo al comune di Orvieto di revocare l’imposta di soggiorno e di predisporre un pacchetto urgente di interventi a sostegno del turismo».

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