L'istituto 'Majorana-Maitani'

Dopo Narni, il viaggio di Umbria24 all’interno degli istituti superiori della provincia di Terni tocca Orvieto. Ogni settimana busseremo alle porte dei dirigenti scolastici e da loro ci faremo guidare tra i corridoi delle scuole per scoprire come si svolgono le giornate all’interno degli istituti di istruzione, quali sono i programmi curriculari, i laboratori, i progetti innovativi, i punti forti e le problematiche.

di Francesca Torricelli



La decima tappa del nostro viaggio è l’istituto di istruzione superiore scientifico e tecnico ‘Majorana-Maitani’ di Orvieto. Ad aprirci le porte dell’istituto è il dirigente scolastico, la professoressa Elvira Busà, da 2 anni alla guida dell’istituto.



I numeri Gli iscritti, per l’anno 2013/14, ci illustra la professoressa «sono stati circa 1000, di cui 200 alla prima classe. In tutto l’istituto c’è un 8% circa di studenti stranieri. Alla loro guida ci sono, più o meno, 100 docenti, di cui 70 di ruolo».

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Le sedi L’istituto ‘Majorana-Maitani’ ha le sembianze di un campus che comprende le due strutture, in passato divise in: liceo scientifico ed istituto tecnico. I circa mille studenti hanno a disposizione «i laboratori di fisica e chimica, di scienze naturali, 3 di informatica e 2 di lingue. Oltre, ovviamente a 2 palestre e una biblioteca. Uno dei nostri punti deboli, attualmente, è l’auditorium non completo e quindi non agibile che ci costringe ad appoggiarci al palazzetto della Provincia».

Piano di studi scientifico Professoressa Busà, spieghiamo bene, soprattutto ai lettori più giovani: cosa si studia di preciso nel vostro istituto? «L’istituto, di fatto, si divide in 2 rami: quello scientifico e quello tecnico. La parte scientifica è formata da 2 licei differenti: il liceo ‘scientifico ordinario’ e delle ‘scienze applicate’, che si distinguono perché nel programma curriculare del primo è previsto lo studio del latino e invece nell’altro lo studio di informatica e il ‘liceo linguistico’ dove i ragazzi hanno le materie base di un liceo, più 3 lingue a scelta fra inglese, francese, tedesco e spagnolo».

Piano di studi tecnico «La parte tecnica, invece – ha spiegato inoltre il dirigente scolastico – è formata dall’indirizzo di ‘costruzioni ambiente e territorio’ – ex geometri – che mira a potenziare le conoscenze alla base delle principali attività professionali del geometra, individuabili nelle tre aree classiche del rilievo, delle costruzioni e dell’utilizzo del territorio, con particolare attenzione alle capacità grafico progettuali. E l’indirizzo ‘giuridico economico aziendale’ – ex ragioneria – che punta ad una vasta e profonda padronanza linguistica sia nella lingua madre, sia delle due lingue straniere, oltre ad una forte consapevolezza della logica matematica e dell’informatica, sia come atteggiamento di pensiero che come utilizzo professionale».



Verso l’Europa Come istituto «siamo andati incontro all’Europa attuando un processo di innovazione dei curricoli, dell’organizzazione, delle metodologie, delle tecnologie che, iniziato negli anni 80 è tutt’ora in corso. Siamo convinti che per preparare i giovani all’Europa non sono sufficienti le iniziative di scambi di classe ed i progetti ‘Lingua’ o ‘Comenius’. Anche questi sono importanti, ma c’è bisogno di ben altro: una trasformazione complessiva, che renda paragonabili fra loro i sistemi scolastici europei e renda possibile una comunicazione costante fra scuole di diversi Paesi».

Attività aggiuntive Gli studenti dell’istituto di Orvieto, nelle ore pomeridiane, «sono impegnati in attività sulla legalità e sulla cittadinanza, in letture mirate e incontri con autori. Attività che collegano al territorio tramite la croce rossa o con associazioni di volontariato». La professoressa Busà ha aggiunto inoltre che nell’istituto si lavora molto «sull’attività sportiva, un elemento molto forte nel nostro istituto, sia singolarmente a livello agonistico, sia di gruppo con grande promozione di dinamiche di coesione sociale».

Supporto alle difficoltà Nell’istituto orvietano sono molto attenti alle «attività di supporto per ragazzi in difficoltà. Lavoriamo sulla differenza di genere e sulla promozione del benessere. Sono attivi gli sportelli del consultorio e dello psicologo, pronti ad ascoltare ogni esigenza dei nostri studenti. Abbiamo, purtroppo, ragazzi con problemi legati ai disturbi alimentari, difficoltà dovute alla crescita, anche di tipo ‘amoroso’, quindi siamo sempre attenti e attivi nel sostegno». Ma non solo, perché «fondamentale è anche la prevenzione e noi su questo siamo molto attenti, parlando ai ragazzi dei rischi del fumo, dell’alcol e delle droghe».

Orientamento «Infine, lavoriamo sull’orientamento in ingresso e in uscita. Per quanto riguarda l’ingresso, cerchiamo di non concentrarci solo sulla giornata ‘open day’ dove facciamo solo informazione, cerchiamo invece di fare un vero e proprio orientamento, creando delle situazioni in cui i ragazzi possano conoscere e toccare con mano le proposte della scuola, entrando nei laboratori e sperimentando insieme ai nostri docenti. Per quanto riguarda l’uscita, invece, curiamo molto il rapporto con le università».

Università e lavoro Per l’orientamento all’università, con i ragazzi «facciamo una serie di uscite sul territorio, entrando nelle sedi universitarie e cercando di andare a capire le varie proposte. Tutto questo dal quarto anno in poi, perché crediamo sia un anno nodale per le scelte degli studenti. Curiamo molto anche le nostre eccellenze all’interno dell’istituto perché, oltre a seguire i ragazzi in difficoltà, curiamo i ragazzi con buonissimi percorsi formativi». Per quanto riguarda il mondo di lavoro «comunichiamo sempre ai nostri studenti tutte le varie proposte che vengono dal mondo del lavoro, anche se negli ultimi anni sono sempre meno. Principalmente, però, i ragazzi sono impegnati con le ore di stage nelle attività presenti sul nostro territorio».

Problemi «Gestire un grande numero di iscritti sicuramente non è facile, a maggior ragione se questi sono dislocati in più sedi e se le strutture hanno alcuni anni quindi bisognose di manutenzione continua. Nelle scuole servirebbero risorse a disposizione, più o meno, tutti i giorni per avere la possibilità di intervenire sulle piccole cose. Diventa un punto debolezza il dover sempre aspettare per cose risolvibili in tempi brevi».

Istituzioni Nonostante tutto «abbiamo un buon rapporto con le istituzioni. Io penso che non si può soltanto piangere, ma avere anche la capacità di proposta e di ricucitura delle iniziative. Cerchiamo di interloquire in modo operativo rilevando veramente quali sono i problemi. A volte abbiamo delle risposte, a volte meno».

Le altre puntate In precedenza Umbria24 ha visitato le scuole superiori del capoluogo – l’istituto ‘Casagrande-Cesi’, l’istituto professionale ‘Pertini’, l’istituto ‘Allievi-Sangallo’, il liceo ‘Angeloni’, il liceo classico e artistico, il liceo scientifico ‘Galilei’ ed il liceo scientifico ‘Donatelli’ – di Narni, l’istituto ‘Gandhi’ e di Amelia, l’istituto omnicomprensivo. Ma il racconto prosegue: appuntamento a sabato prossimo, quando torneremo ad Orvieto.