Persone al computer

Scegliere un paio di scarpe o un luogo dove ricominciare a vivere: sempre più spesso, a decidere non è più una persona ma un algoritmo. L’intelligenza artificiale, nata per semplificare la vita e ridurre la fatica delle scelte, sta progressivamente assumendo un ruolo sempre più attivo nei processi decisionali quotidiani. Dalla nuova funzione di Amazon, che seleziona automaticamente i prodotti più adatti ai nostri gusti, ai chatbot come ChatGpt, capaci di consigliare perfino dove trasferirsi.

Julie Neis, 32 anni, statunitense, ha affidato all’intelligenza artificiale una delle decisioni più importanti della sua vita: dove vivere. Sei mesi fa – la vicenda è raccontata da Fanpage che riprende la Cnn – ha lasciato il suo lavoro nel settore tecnologico e ha chiesto a ChatGPT di aiutarla a trovare la città giusta per ricominciare. «Ero esausta, avevo bisogno di un cambiamento ma non sapevo dove andare», ha raccontato alla Cnn. Dopo aver condiviso con il chatbot le sue esigenze – un ritmo di vita più lento, un clima mite, una comunità accogliente e la possibilità di muoversi a piedi – l’intelligenza artificiale le ha proposto due destinazioni francesi: Sarlat-la-Canéda e Uzès, entrambe nel sud del Paese. A scegliere, alla fine, non è stata lei ma l’algoritmo, che ha indicato Uzès come la soluzione ideale.

La decisione si è rivelata felice. «Appena sono entrata nel borgo ho pensato: ecco, è qui il mio posto», ha detto Neis. Oggi vive in un appartamento con vista sulla torre medievale, ha trovato nuovi amici e un equilibrio che a Parigi – dove aveva vissuto in passato – non era riuscita a raggiungere. «Affidarmi a un’intelligenza artificiale mi ha sollevata dal peso dell’indecisione», ha aggiunto.

Se l’esperienza di Julie racconta una scelta di vita radicale, Amazon invece propone una quotidianità in cui anche le decisioni più piccole vengono automatizzate. La nuova funzione, chiamata Help me decide, analizzerà le abitudini e la cronologia d’acquisto degli utenti per suggerire – o meglio, decidere – quali prodotti acquistare. Apparirà come un pop-up sullo schermo e offrirà il “miglior” articolo in base alle preferenze e al profilo del cliente. «Permette di risparmiare tempo e offre suggerimenti personalizzati», ha spiegato Daniel Lloyd, vicepresidente della divisione Personalization di Amazon.

Il principio è quello di una scelta ottimizzata e priva di stress. L’utente non dovrà più confrontare decine di modelli di cuffie o di spazzolini: il sistema lo farà al suo posto. Ma più che un aiuto, per molti osservatori, si tratta di una delega di volontà. Ogni volta che una macchina decide al posto nostro, si riduce lo spazio dell’esperienza e del discernimento. L’atto della scelta, che è anche un esercizio di libertà e di gusto personale, si trasforma in un automatismo.

L’intelligenza artificiale scrive già testi, compone email, suggerisce film e canzoni, trova partner sui siti di incontri. Ora, con strumenti come Help Me Decide o con chatbot sempre più sofisticati, può orientare anche i nostri desideri. Il rischio, avvertono gli esperti, non è solo economico o etico, ma culturale. Ogni volta che un algoritmo pensa al posto nostro, ci abitua a pensare un po’ di meno.

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