Alle Corti Perugine, zona ex tabacchificio a Perugia, l’incontro “Trame” ha segnato un punto di svolta per il futuro dell’autonomia in Umbria, trasformando il concetto di assistenza in una vera “palestra di vita”. Il dibattito ha messo al centro i giovani con disabilità, non più come utenti passivi ma come protagonisti di percorsi di crescita reale in contesti di co-housing innovativi.
A parlare è il Presidente del Consorzio ABN, Roberto Leonardi, che ha introdotto il concetto di vita interdipendente: “L’indipendenza assoluta non esiste: la nostra forza sta nel restare in relazione e saper cooperare. Non presentiamo un solo progetto, ma due iniziative sostenute dal PNRR già operative: a Perugia lavoriamo con la Brigata Indipendente, mentre ad Assisi collaboriamo con la Fondazione DreamUp in un appartamento messo a disposizione dalla curia, dove i ragazzi gestiranno una mensa per i pellegrini. Mettere insieme terzo settore, associazioni e istituzioni è l’unico modo per unire davvero tutte le forze in campo”.
L’assessora del Comune di Perugia Costanza Spera ha ricordato la sfida vinta per recuperare i fondi necessari: “Abbiamo rimodulato un fondo che sembrava inutilizzabile per renderlo un’iniziativa unica sul territorio e forse a livello nazionale. Vedere ragazzi con lo spettro dell’autismo sperimentare la loro autonomia qui dimostra che possiamo costruire una nuova idea di abitare condiviso, aprendo diritti a categorie che spesso ne erano escluse”.
L’Assessore regionale alle politiche abitative, Fabio Barcaioli, sottolinea come per la Regione Umbria la casa sia una priorità urgente: “Le difficoltà di accesso a un’abitazione stabile e l’aumento degli sfratti rendono necessario intervenire con strumenti efficaci, come il piano casa che stiamo costruendo, basato su un social housing intergenerazionale. Ringrazio tutte le realtà coinvolte nelle Corti Perugine che accompagnano i ragazzi nella costruzione della propria vita indipendente.”
Il valore del quotidiano è stato ribadito da Silvia Boccolacci dell’Associazione Uno in Più, che ha descritto l’esperienza di 17 ragazzi che si alternano ogni weekend in un appartamento autogestito: “Questa è una palestra di vita quotidiana verso l’indipendenza. I ragazzi mantengono i propri impegni scolastici e lavorativi vivendo in uno spazio condiviso come i loro coetanei. È un investimento sociale: più diventano autonomi, minore sarà in futuro il peso sui servizi pubblici e la richiesta di agevolazioni”.
Sull’impatto emotivo e pratico è intervenuta Valentina (Associazione La Brigata Indipendente), che accompagna i giovani nel percorso verso l’indipendenza abitativa: “Vedo risultati straordinari, con ragazzi che vivono alle Corti in totale libertà e in un clima di aiuto reciproco con il vicinato. L’interdipendenza non è uno slogan, ma una pratica quotidiana che rispetta i ritmi di ognuno e trasforma i loro sogni in vita vera”.
Il legame tra casa e lavoro è il cuore del progetto ad Assisi, come spiegato dalla Pietro Marinelli, Fondazione DreamUp: “Ci siamo uniti tra genitori per concretizzare il ‘dopo di noi’ attraverso un accordo con Comune e Diocesi. Accoglieremo otto giovani che avranno non solo una casa, ma una prospettiva lavorativa nella Mensa del Pellegrino e nel Caffè Letterario. Questo connubio tra autonomia e impegno quotidiano è la chiave per il loro futuro”.
