A fare un giro per frantoi c’è solo lo sconforto. A sentire parlare i produttori è come quando una carestia ti trafigge. Insomma l’annata di olio d’oliva, per una regione come la nostra che di questo prodotto ne fa un marchio di identità, è di quelle che passeranno alla storia per essere cancellate. Tra i consumatori poi si è già messa in atto la corsa al frantoio da adocchiare. Anche fuori regione semmai. Se questo vuol dire mettere da parte quei 50 – 100 chili per famiglia. E già proprio in Umbria. Qui dove semmai erano consumatori di altre regioni a venire ad attingere olio d’oliva. E c’è persino chi non ricorda nulla di simile in passato. Un segno per tutti: il noto marchio ‘Decimi’, piccole rarità di eccellenza sugli scaffali di alcuni supermercati, ad un costo giusto ma non all’altezza di tutti i portafogli, quest’anno, non sarà in vendita.
Decimi «Nemmeno una goccia d’olio nuovo», lo scrive in una nota di stampa Graziano Decimi, uno dei migliori interpreti dell’extravergine umbro e alla guida di questa piccola e giovane azienda di Bettona, a conduzione familiare, che già può vantare importanti riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale». «Il clima dei mesi scorsi – continua la nota – ha favorito il massimo sviluppo della mosca olearia che oltre a falcidiare le produzioni ha abbassato notevolmente la qualità dell’olio ottenuto azzerando completamente gli standard qualitativi che caratterizzano l’olio umbro. Gli attacchi di mosca olearia sono arrivati in tutte le aree olivicole umbre, con livelli di infestazione fino ad oltre il 40 per cento ed una produzione di olive bassissima». «Ci ho pensato molto, è stata una scelta sofferta che non mi ha fatto chiudere occhio per giorni, ne ho parlato a lungo con la mia famiglia, mi sono confrontato e alla fine questa mi è sembrata la decisione migliore», afferma Graziano Decimi. «Certo per la mia azienda è un colpo durissimo – aggiunge –, non so se ci rialzeremo ma in caso saremo ancora più forti. Non posso comunicare concetti come qualità assoluta e approccio etico radicale se poi faccio scelte che vanno nella direzione contraria. Le olive quest’anno erano pessime per via di un attacco di mosca, tignola e altri parassiti senza precedenti, con casi anche 10 volte superiori ai livelli di allarme. L’ultima gelata del 2013 è stata a novembre: l’inverno mite e la primavera-estate piovosa hanno creato le condizione per una vera e propria tempesta perfetta. Andremo avanti con le bottiglie della campagna precedente, ne abbiamo ancora un po’ – conclude –, credo sia un percorso serio, dovuto, in linea con il mio approccio radicale a questo lavoro».
Annus horribilis «Per l’olio extravergine 2014 si prospetta una specie di annus horribilis», commenta il giornalista del Gambero Rosso, Antonio Boco, che entra così nel merito della produzione 2014 dell’olio umbro e della decisione di Decimi. «Certo, come al solito bisognerà dettagliare la situazione e non fare di tutt’erba un fascio – sottolinea Boco –, però i margini per i sorrisi sembrano davvero pochi. La questione, caso specifico a parte, apre il campo a diverse riflessioni. Quella del clima impazzito e di un’annata davvero problematica, anzitutto. E soprattutto delle possibilità delle imprese agricole nei confronti dei capricci del clima. Graziano Decimi è in una fase di transizione imprenditoriale. Il suo frantoio è sempre più importante e vorrebbe diventasse, a stretto giro, la sua attività a tempo pieno. Dunque la scelta di non produrre è grave ma forse superabile, anche se a caro prezzo. Cosa dovrebbe fare invece, chi è alle prese con attività più ampie e rodate, con contratti commerciali da rispettare e clienti da soddisfare? I danni economici di una cattiva annata sono sopportabili in casi come questi? So che in molti si stanno attrezzando per comprare e imbottigliare olio, in modo da salvare l’annata e le proprie aziende. Questo è da stigmatizzare? A mio avviso bisogna giudicare caso per caso: pontificare dalla tastiera di un pc è facile, avere la responsabilità di un’azienda e delle famiglie che ci lavorano un po’ meno».
Aiuti «E’ urgente che la Regione dichiari lo stato di calamità e preveda misure di sostegno alle imprese del settore che dovranno sopportare danni economici ingentissimi». Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell’associazione ‘Per un’Umbria Migliore’, sollecita la Giunta regionale ad adottare misure straordinarie per sostenere un settore che rischia di rimanere in ginocchio. «Nel bollettino fitosanitario numero 6 del 20 settembre 2014 – spiega Dottorini – si constatava la presenza di attacchi di mosca olearia in tutte le aree olivicole umbre, con livelli di infestazione fino a oltre il 40 per cento e una produzione di olive bassissima, circa 6-7 kg a pianta nei casi migliori. Sono dati impietosi che testimoniano la gravità della situazione, di sicuro peggiorata nel mese di ottobre. Va inoltre ricordato che ad oggi l’unica soluzione per essere rimborsati, anche se solo in parte, dai danni delle avversità atmosferiche o dalle fitopatologie sono le assicurazioni agevolate da fare attraverso la domanda unica Pac. Tuttavia, nel Piano assicurato agricolo che il ministero dirama ogni anno, la mosca dell’olivo non è presente. Perciò contro i danni da questa provocati non è neanche possibile assicurarsi». «L’olio è il prodotto di maggior prestigio che le nostre terre ci regalano ed è il simbolo del nostro territorio e della nostra cultura, per questo – conclude il presidente di Umbria migliore – è indispensabile che la Regione si attivi immediatamente per tutelare con tutti i mezzi il nostro oro ed i produttori umbri da quella che è sicuramente una delle peggiori stagioni a memoria d’uomo».
L’iniziativa In occasione del III° convegno ‘Olivo e olio, un patrimonio dell’Umbria francescana’, nell’ambito della manifestazione Unto, che si propone di valorizzare il patrimonio storico e culturale legato alle produzioni tipiche del territorio di Assisi , è stata presentata la story map journal ‘Olio extravergine di oliva in cucina’ da Palma Bartolini, docente dell’istituto Alberghiero di Assisi , in collaborazione con TeamDev. Sono state realizzate delle mappe interattive che permettono di potere conoscere per ogni comune un piatto tipico, con la relativa ricetta, conoscere le caratteristiche degli oli dop della nostra regione andando ad analizzare ogni sottozona. Una particolare mappa è stata realizzata riguardo ‘all’arvoltolo’, legato anche questo all’olio extravergine di oliva, in questa mappa troviamo i diversi modi di chiamare l’arvoltolo a seconda della zona, ad esempio a Umbertide si chiama ‘ciaccina’, a Magione ‘postrengolo’. La tecnologia sarà utilizzata sia del produttore che del consumatore, costruendo delle mappe che forniscono indicazioni sul luogo di produzione dell’olio e di macina delle olive, una sorta di tom-tom che permetterà al consumatore di raggiungere il frantoio individuato in precedenza, con la possibilità di conoscere la storia dei luoghi e del prodotto.
