di Daniele Bovi
Una delle lezioni impartite dalle olimpiadi di Tokyo 2020, in cui l’Italia ha conquistato un numero record di medaglie, è quella che riguarda l’importanza di avere nel territorio strutture sportive moderne e tecnici in grado di allenare chi si avvicina alle diverse discipline. Questo è vero anche per l’atletica, capace di conquistare cinque ori a Tokyo, alcuni dei quali in discipline in cui, alla vigilia, quasi nessuno pensava di primeggiare. Per capire qual è lo stato di forma dell’atletica regionale Umbria24 ha ascoltato Carlo Moscatelli, da otto anni presidente della Fidal regionale. Un arco di tempo in cui il mondo dell’atletica umbro si è espanso: 54 società e 4.800 atleti contro, rispettivamente, le 26 e i 2.350 di otto anni fa. «Un’Umbria – dice – che sta crescendo, nei numeri e nei risultati».
Un mondo vivo «L’atletica umbra è viva – dice Moscatelli – e si inserisce in una scia positiva, con risultati che non si inventano dall’oggi al domani, essendo il frutto di un lavoro fatto sulla base». Per il presidente Fidal l’atletica «la fanno i tecnici e gli impianti, il resto viene di conseguenza: su entrambi i fronti in Umbria cominciamo ad andare bene». Per quanto riguarda gli impianti, «a Perugia c’è il Santa Giuliana (recentemente ristrutturato, ndr) che sta entrando in attività alla grande. Foligno è una delle città più attive e ha un nuovo impianto che, il 29 o il 30 agosto, ospiterà le gare inaugurali, a Città di Castello vengono sfornati campioni nelle discipline dei lanci, anche grazie al lavoro di un grande tecnico delle giovanili, Lorenzo Campanelli».
Nodo impianti Poi ci sono i progetti legati al bando per la riqualificazione delle periferie, che riguardano Spoleto (unica città dell’Umbria ad avere una pista a otto corsie e dove il tecnico Giacomo Befani sta facendo crescere atleti di livello nel salto con l’asta), Bastia Umbra e Terni che, come spiega Moscatelli, rappresenta il vero nodo da sciogliere: «È l’unico neo negativo – dice – in quello che insieme a Perugia era il cuore dell’atletica regionale. Il campo è in disuso e le attività sono scomparse, piano piano va risorgendo ma va recuperato in toto; se Bastia, ad esempio, si può appoggiare su Foligno e Perugia, gli atleti ternano dove potrebbero andare? Narni non può bastare». Per Moscatelli «la chiusura del cerchio sarebbe arrivare ad avere quattro o cinque impianti geograficamente ben distribuiti in Umbria; a quel punto ci faremmo sentire».
Grandi iniziative Sul fronte tecnico, invece, il presidente Fidal sottolinea che 26 società su 54 in Umbria lavorano con i settori giovanili e che, negli ultimi anni, «abbiamo organizzato sei corsi per assistenti allenatori, sfornando 180 tecnici; tanti non rimangono ma quelli che lo fanno contribuiscono a far cresce il movimento in tutta l’Umbria». Rivolgendosi idealmente ai vertici della Regione, Moscatelli chiede in particolare di sostenere le grandi iniziative: «I soldi a pioggia – dice – non fanno bene. Per tre anni a Gubbio abbiamo organizzato la festa del cross, e tutti ricordano bellezza e qualità dell’organizzazione. In città potremmo tenere anche gli europei per club, con atleti da 26 nazioni, ma serve il sostegno pubblico».
Twitter @DanieleBovi
