di Daniele Bovi
Archiviate le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, è tempo di guardare al futuro di queste discipline sportive, anche in Umbria. Una regione che non ha mandato alcun atleta ai Giochi e che, come tante altre, soffre di carenze infrastrutturali. Al di là degli ovvi limiti morfologici che l’Umbria ha, di sicuro anche nel Cuore verde si può fare di più e meglio per permettere ai talenti di emergere e di esprimersi. Temi di cui Umbria24 ha parlato mercoledì con il commissario del Coni regionale, Riccardo Giubilei, a margine della presentazione dei voucher che il Comune di Perugia mette a disposizione di persone con disabilità under 35 intenzionate a fare sport.
Lo sport è universale «È chiaro – esordisce Giubilei – che la spinta delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina deve portarci a un nuovo approccio. Come commissario, sto cercando di unire la comunità sportiva umbra in questa direzione». Per Giubilei il punto di partenza è culturale prima ancora che geografico. «Intanto, ormai lo sport è universale e non è più un tema legato esclusivamente alla residenza di origine; gli atleti e le atlete si allenano in ogni parte d’Italia e del mondo, quindi il punto non è solo questo». In altre parole, non basta dire che l’Umbria non ha le Alpi. Oggi i percorsi sportivi sono mobili, intrecciano territori diversi e non si fermano ai confini regionali.
Creare le condizioni Questo però non significa che il territorio non conti. Al contrario, secondo il commissario uno dei compiti principali del Coni è proprio quello di creare le condizioni perché domanda e offerta si incontrino. «Uno degli scopi principali del Coni – spiega il commissario – è creare le condizioni migliori affinché vi sia un equilibrio tra la richiesta dei territori e l’offerta di infrastrutture specifiche, necessarie per far crescere le nuove generazioni di sportivi». Tradotto: servono impianti, spazi adeguati, occasioni di allenamento. Senza queste basi, il talento rischia di restare inespresso. Anche il ruolo del Coni, sottolinea Giubilei, è cambiato nel tempo. Non è più soltanto l’ente che premia gli atleti nelle cerimonie ufficiali, ma «un punto di riferimento essenziale, un ponte tra le istituzioni, le amministrazioni locali, le associazioni sportive, i tecnici e gli atleti per permettere a tutti di sfruttare al meglio il proprio talento». L’obiettivo è mettere in rete chi già opera sul territorio e dare una direzione comune.
Sforzo in più I numeri degli sport invernali umbri raccontano bene la situazione attuale. Al Trofeo Coni, la manifestazione nazionale riservata ai dodicenni, nella versione invernale l’Umbria ha partecipato soltanto con la rappresentativa di winter triathlon. Un segnale che per Giubilei non va ignorato. «Dobbiamo fare uno sforzo in più e sto lavorando per riconnettere tutte le condizioni favorevoli». Il riferimento è anche all’Appennino, che negli ultimi anni ha visto nevicate importanti, in alcuni casi persino più abbondanti rispetto alle Alpi. «L’Appennino – sottolinea – è ormai un punto di riferimento per lo sport, dato che spesso vi nevica più che sulle Alpi. L’Umbria ha caratteristiche morfologiche particolari, ma i nostri ragazzi hanno talenti che devono essere messi a frutto».
Collaborazione Per rafforzare il sistema, Giubilei sta lavorando anche sul piano dei rapporti istituzionali. Ha già incontrato il presidente della Federazione italiana sport invernali, Flavio Roda, con l’intenzione di riportare l’Umbria al centro di un progetto più ampio. Oggi la regione è accorpata alle Marche, ma l’idea è quella di recuperare autonomia e peso specifico. In passato le attività legate allo sci alpino erano più diffuse; oggi – sostiene Giubilei – incidono fattori come i costi elevati e l’abbandono precoce dei ragazzi. In regioni come il Trentino-Alto Adige, dove si può sciare appena usciti da scuola, il contesto è diverso. Eppure, osserva il commissario, «l’Italia rappresenta solo lo 0,47 per cento del territorio mondiale eppure, negli sport invernali, vince 24 medaglie in 10 discipline diverse su 16». Un dato che, nelle sue parole, dimostra che anche una realtà piccola può raggiungere risultati importanti se organizza bene le proprie risorse.
Le infrastrutture Il tema delle infrastrutture resta comunque centrale. L’ipotesi di un palazzetto del ghiaccio in Umbria, ad esempio, non viene liquidata come un sogno irrealizzabile. «Credo che in Umbria si debba avviare una riflessione: la regione è un cardine del Centro Italia, un punto di passaggio logistico che può fare da ponte tra regioni vicine. Queste opportunità devono essere assolutamente vagliate». La posizione geografica, in questo caso, può diventare un vantaggio. Per trasformare le idee in progetti concreti serve però un confronto strutturato. «Per fare questo è necessario aprire un tavolo di confronto. Uno dei miei obiettivi, concluse le Olimpiadi e le Paralimpiadi, è proprio quello di convocare le istituzioni per capire quali siano le opportunità concrete». Giubilei insiste molto sulla collaborazione tra enti pubblici, mondo sportivo e soggetti finanziari. «Le idee viaggiano sulle gambe delle persone: bisogna unire le forze per creare sinergie che permettano ai talenti di emergere. Serve un ragionamento complessivo anche sulle infrastrutture».
Il lungo periodo Anche perché, come ricorda, il modo di concepire e gestire gli impianti è cambiato. «Il modo di vivere le infrastrutture è cambiato rispetto a vent’anni fa. Oggi un investimento si pianifica su un arco ventennale attraverso la collaborazione tra Credito sportivo, Sport e salute, Governo, istituzioni locali, Coni e Comitato paralimpico. Esistono fondi a cui attingere, come è stato per il Pnrr». Non si tratta quindi di iniziative isolate, ma di scelte che devono reggere nel tempo. L’invito di Giubilei è superare i limiti mentali prima ancora di quelli geografici. «Non deve spaventarci la lontananza dalle Alpi o dal mare; ciò che deve muoverci – dice – è la visione. Se abbiamo una visione chiara e lavoriamo in squadra, possiamo ottenere qualsiasi risultato». La prima sfida è quindi quella di una visione condivisa.
