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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 22:45

Ufficiale: da lunedì si possono prenotare i sessantenni in Umbria per il vaccino

Protesta Umbria ‘maglia nera’. In altre regioni via a 40enni. «Durante la settimana probabile data per i 50enni»

©Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

Si prende tempo per trovare un accordo con i medici di base in Umbria sulle vaccinazioni ai 60enni e 50enni, ma da lunedì sarà possibile prenotare i 60enni, cioè tutti quelli della fascia 69-60 anni, come anticipato da Umbria24. Lo si apprende dall’appuntamento settimanale sull’emergenza con i dirigenti regionali della sanità. «Si procederà – ha detto l’assessore Coletto – a vaccinare in maniera progressiva prima i sessantenni, poi i fragili di tabella 4 poi i 50enni e poi i 40enni, ma noi procederemo a rendere disponibili le prenotazioni soltanto sulla base dei vaccini che ci vengono assicurati». Il messaggio è chiaramente rivolto al generale Figliuolo che, in questi giorni, ha aperto alla disponibilità di fare prenotare i quarantenni. Quello che vuole intendere la Regione Umbria è che non si vuole rischiare di prenotare persone senza avere la garanzia delle dosi che garantiscono di onorare l’eventuale data della vaccinazione. Per cui la disponibilità a vaccinare sarà proporzionale alla disponibilità del Governo di consegnare vaccini all’Umbria. La palla, quindi, viene rilanciata a Roma.

Come prenotarsi Da lunedì quindi tutti quelli che hanno da 60 a 69 anni potranno prenotarsi sul portale della Regione per le vaccinazioni. «In breve tempo – ha detto il commissario Massimo D’Angelo – cioè appena le forniture di vaccino ci mettono nelle condizioni di potere individuare una data, il sessantenne che si è prenotato sarà raggiunto da un messaggio ‘sms’ con la data, l’orario e il luogo della vaccinazione».

Per i 50enni Il Commissario D’Angelo ha detto anche di augurarsi di essere nelle condizioni, già durante la settimana prossima, di potere indicare una data per le prenotazioni anche dei fragili ‘tabella4’- come da piano vaccinale – e immediatamente dopo per i 50enni. «Tutto dipenderà dalla fornitura di vaccini», ha ribadito.

Il caso dei riservisti in Toscana Intanto diversi umbri compaiono nelle liste dei riservisti in Toscana. Su questo aspetto il direttore regionale della Sanità Massimo Braganti ha spiegato, che è possibile in tutte le regioni vaccinare persone di altre regioni purchè rientrino tra alcune categorie. Come quelli domiciliati per ragioni di lavoro oppure di studio. Oppure chi è lì per motivi sanitari. «In caso contrario il vaccino va rifiutato».

Il commmissario D’Angelo non ci sta a fare passare l’Umbria tra le ultime regioni a vaccinare i meno anziani. E spiega come i numeri vadano letti alla luce del rapporto tra popolazione e vaccinati. «Se facciamo il confronto per quanto attiene le categorie sensibili, cioè ultra ottantenni, ci accorgiamo che siamo la terza regione in Italia con il 95% della popolazione vaccinata. Abbiamo posto fragili e caregiver come priorità e per questa categoria abbiamo 70mila vaccinati in più rispetto alla media delle altre regioni. Sugli over 70 abbiamo 22mila vaccinati in più della media delle altre regioni. Significa che, parametrando il nostro modello a quello degli altri, oggi avremmo potuto concludere la fascia 60-69 e avremmo portato avanti gran parte dei 50-59 enni.

Aggiornamenti Intanto nella giornata di giovevdì diverse sono state le difficoltà emerse. Per trovare un accordo con i medici di medicina generale probabilmente bisogna rivedere ancora qualche aspetto, compreso quello economico. Si procede sulla scia indicata, quella di impegnarli in tandem con le farmacie. Ma prima di provare a capire con quale formula, bisogna dire che l’apertura del commissario nazionale all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliolo, alla categoria dei 40enni ha spiazzato anche la Regione Umbria, mentre si parla del mese di giugno come il ‘libera tutti’, cioè vaccino prenotabile da tutti a prescindere dall’età. A creare ulteriore confusione è stato il tira e molla sui tempi della seconda dose di Pfitzer con Figliuolo e il Comitato tecnico scientifico nazionale che spingono verso i 42 giorni, in modo da dare la possibilità a più persone possibili di accedere alla prima dose e, l’azienda, che ricorda come le certificazione indichino nei 21 giorni i termini  per una efficacia testata. Tradotto: anche l’Ema, l’agenzia europea per il farmaco ha ribadito come lo stesso bugiardino del farmaco ricordi che la seconda dose può essere inoculata fino al quarantesimo giorno senza compromettere l’efficacia della risposta immunologica. Pfitzer tuttavia precisa come non esistano studi consultabili, al momento, per considerare l’orizzonte dei 40 giorni allo stesso modo di quello dei 21. Tuttavia osservando empiricamente, come accaduto in Inghilterra e monitorando l’efficacia del farmaco sulla risposta nei vaccinati, non ci sono elementi che creino allarme sulla soglia dei 40 giorni per la seconda dose. Altre novità sempre su Pfitzer sono relative alla conservazione del vaccino, che potrebbe rimanere in frigorifero per un mese dallo scongelamento, determinando una maggiore praticità e quindi una maggiore capacità di vaccinazione. Mentre si attendono studi che potrebbero arrivare per fine maggio, sul vaccino ai giovani tra i 12 e i 17 anni.

L’Umbria Questo anche per capire come noi in Umbria ci potremo muovere. L’orientamento al momento è quello di procedere con Astrazeneca per la categoria 60-69 anni e con Pfitzer per quella 50-59 anni. Ma su Astrazeneca c’è l’incognita delle forniture tenuto conto del mancato rinnovo del contratto e quindi di eventuali difficoltà che potrebbero insorgere da giugno sulla seconda dose. MEntre le farmacie si dovranno occupare di stoccaggio vaccini e prenotazioni, i medici potrebbero occuparsi delle inoculazioni. Tuttavia ci sono farmacisti che hanno concluso i corsi di formazione e sono pronti per vaccinare.

Maglia nera d’Italia Intanto a Perugia parte la protesta ‘Umbria maglia nera d’Italia. La prima occasione – annunciano gli organizzatori – sarà quella del Giro d’Italia. E’ proprio il tema della Maglia Rosa che ha partorito il simbolo della ‘maglia nera’ che, diventa, in materia di ritardi sui vaccini, ‘Umbria maglia nera d’Italia’. A dare vita alla protesta sono diversi 50enni e sessantenni, che da molto tempo sono impegnati a inviare lettere alla Regione Umbria e al Governo per ricevere risposte sui tempi certi del loro vaccino. Lamentano di non essere stati mai degnati di una risposta e ora si fanno sentire in altra maniera.

Bravi Cgil «Dai dati ufficiali della Regione – scrive Mario Bravi, Spi Cgil -, ci sono ancora da vaccinare 13 mila ultra 80 enni, su un totale di 87 mila, e 21 mila ultra 70 enni su un totale di 99 mila, per non parlare delle persone tra 60 e 69 anni, che ancora non hanno avuto nemmeno la possibilità di vaccinarsi e che sono almeno 70 mila. Riteniamo questa situazione assurda e inaccettabile, soprattutto perché eravamo considerati una regione ”benchmark”. Se questa situazione perdurasse ulteriormente, saremo costretti ad attivare tutti i percorsi di iniziativa e di mobilitazione necessari».

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