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Elezioni regionali e comunali concluse, Perugia si prepara ad affrontare un’altra grande sfida: il rettore dell’università. I nomi certi – vale a dire quelli di chi ha già sciolto la riserva e da mesi è alle prese con riunioni, incontri vis à vis e lunghe telefonate interlocutorie – sono quattro.  Eccoli in ordine alfabetico.

Il primo è Paolo Carbone, professore ordinario del dipartimento di Ingegneria dal 2002, dove insegna Misure elettriche ed elettroniche. Nato nel 1965 a Bolzano, formatosi a Padova, è perugino d’adozione, essendo approdato all’università di Perugia nel 1997. Oggi è vicedirettore del suo dipartimento e presidente di Imeko, organizzazione internazionale che si occupa del progresso delle tecnologie di misura. Il suo curriculum da ricercatore vanta circa 300 pubblicazioni scientifiche. È presidente del Presidio qualità dell’università, ruolo che gli ha conferito una grande visibilità tra gli addetti ai lavori dell’ateneo. È noto per il suo impeccabile rigore nel rispetto formale delle regole, difficile stabilire ora se questo possa essere un punto in suo favore o in suo sfavore. Di area politica non rilevata, i rumors parlano di un possibile appoggio da parte di Franco Cotana, avversario diretto di Oliviero e grande sconfitto della scorsa elezione. È considerato il candidato di bandiera di Ingegneria, ma sembrerebbe incontrare alcune reticenze proprio dentro alla sua area.

Il secondo è Luca Gammaitoni, professore ordinario di Fisica sperimentale del dipartimento di Fisica e geologia dal 2013. Nato nel 1961 a Perugia, formatosi tra Perugia e Pisa, nel 1991 approda prima all’Infn di Perugia, poi all’università nel 1994. È uno degli Italian top scientist e tra i dieci professori più citati dell’università di Perugia. È autore di oltre 300 articoli scientifici. È stato presidente della fondazione Post – Museo della scienza di Perugia.  Nel 2016 è stato insignito dello Special break through prize in fundamental physiscs, per la prima osservazione della onde gravitazionali, ricerca che nel 2017 ha valso il premio Nobel a tre scienziati americani, tra cui Barry Barish, giunto poco dopo a Perugia, come alcuni ricorderanno, per partecipare all’iniziativa Sulle spalle dei giganti, promossa proprio da Gammaitoni durante il suo mandato al Post. Dal 2022 è coordinatore scientifico del progetto Vitality, iniziativa finanziata con 30 milioni di euro del Pnrr che coinvolge dieci dipartimenti dell’ateneo perugino e altre università del centro Italia. È un cattolico di sinistra, in area Pd, per il quale si è candidato, senza essere eletto, alle elezioni regionali del 2019. Ha acquisito una certa popolarità durante la pandemia, per il suo lavoro di analisi statistica dei dati. Sembra non sia nelle grazie dell’attuale rettore, ma sembra possa contare, sull’appoggio di una buona parte di colleghi attivamente impegnati nella ricerca. La candidatura di Carbone potrebbe rappresentare un limite alla sua corsa, poiché l’ingegnere attingerebbe, in parte, allo stesso bacino di voti.

Il terzo candidato è Daniele Porena, professore ordinario di Diritto costituzionale e pubblico dal 2018, in forze nel dipartimento di Filosofia, scienze sociali, umane e della formazione.  Anche lui perugino d’adozione, è nato a Teramo nel 1976. Si è formato, tuttavia, all’università di Perugia ed è figlio di Massimo Porena, stimato direttore della clinica Urologica e andrologica del Santa Maria della Misericordia. Il suo percorso da ricercatore a Perugia inizia nel 2007. È autore di alcune monografie e di un certo numero di contributi in riviste e volumi scientifici del suo settore. Nel 2013 è stato premiato in occasione del decennale della rivista “Federalismi.it” come autore più consultato nella storia della pubblicazione dalla sua fondazione per il suo articolo ‘L’ambiente come “materia”, nella recente giurisprudenza della corte costituzionale’. È nell’attuale governance dell’università, dove ha assunto il ruolo di delegato per il settore Riforme, semplificazione e supporto legale. È anche direttore del Centro interistituzionale di studi di alta formazione in materia ambientale (Cisalfa). Politicamente vicino alla destra, in particolare a Fdi, sembra poter contare sul sostegno di parte di Medicina. Anche lui apparentemente non godrebbe dell’appoggio di Maurizio Oliviero, sebbene sia un suo delegato. Tra gli elementi che potrebbero “disturbarlo”, la provenienza dalla stessa area di Oliviero. In genere, infatti, per l’elezione del rettore vige la regola non scritta dell’avvicendamento tra aree scientifiche.

Il quarto candidato è Marcello Signorelli, professore ordinario di Politica economica dal 2013 e attuale direttore del dipartimento di Economia. È nato a Città di Castello nel 1964, ha conseguito la laurea e il dottorato all’università di Siena. Inizia la carriera da ricercatore all’università di Perugia nel 2001. È componente eletto del consiglio di presidenza della Società italiana di economia, nel cui ambito coordina la commissione per la Divulgazione scientifica e la comunicazione e nel periodo tra il 2010 e il 2012 è stato presidente della European association for comparative economic studies. Sono oltre 120 le sue pubblicazioni su riviste e libri a diffusione internazionale. È promotore e responsabile di accordi Erasmus, attività che gli ha conferito una molta notorietà in università.  Appartiene all’ area cattolica e si vocifera sia vicino a Cl. Non è nota la posizione di Maurizio Oliviero nei suoi confronti, come non è noto, al momento, il supporto di personaggi di rilievo dell’ateneo.  Potrebbe, però, trovare appoggio in quell’area giuridico-economica che, pur affine a Porena, non sembra incline ad appoggiarlo. Un punto in suo favore è l’aver iniziato da molto tempo, in maniera discreta, la sua campagna elettorale.

Potranno emergere altri candidati? Non è da escludere che il rettore Oliviero, possa individuare un candidato di suo gradimento e poi circolano, alcuni nomi di possibili aspiranti provenienti da diversi dipartimenti – Marianelli, Fioretto, Macchioni, Ubertini, Perugini, Campi, Cruciani, Bartolini – ma sembra difficile al momento considerarli della partita. La recente approvazione della modifica dello statuto da parte del senato accademico, che prevede la riduzione del numero delle tornate elettorali da tre a due, infatti, non gioca di sicuro a favore di altre candidature, eliminando, di fatto, la possibilità di una prima tornata elettorale esplorativa, condizione che aveva reso possibile la presenza di otto candidati alle elezioni del 2019. Gli aventi diritto al voto sono oltre 2000: circa 1000 sono docenti e ricercatori (il cui voto vale 1), circa 1000 provengono dal personale amministrativo (il cui voto vale 1/5) e circa 180 sono rappresentanti degli studenti (il cui voto vale 1). Si attendono, dunque, ulteriori sviluppi e l’annuncio ufficiale delle candidature, che dovrà avvenire a seguito dell’indizione delle elezioni, prevista tra febbraio e marzo.

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