“Chi fa da sé fa per tre” è il motto del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che questa volta in Regione a Perugia è stato fatto entrare, insieme ad una delegazione di manifestanti, ed è stato ascoltato dalla presidente Stefania Proietti e dalla sua giunta. Si parla sempre del tema più infuocato al momento per la città di Terni: il nuovo ospedale. Bandecchi, in buona sostanza, durante il confronto tra istituzioni, ha messo sul tavolo la possibilità di fornire, tramite i tecnici del Comune, il progetto per la struttura, ma il suo entusiasmo è stato subito frenato dalla presidente che, in ogni caso, ha aperto al confronto tra i tecnici dei due enti teso all’approfondimento di quello che il primo cittadino ha promesso di presentare come un Docfap (Documento di fattibilità delle alternative progettuali).
La mattinata in Regione Partiamo dall’inizio della mattinata. Intorno alle 10 il primo cittadino – insieme ad assessori, consiglieri comunali e provinciali – è arrivato in piazza Italia a Perugia per poi essere ricevuto, su richiesta del consigliere regionale Enrico Melasecche, in audizione dalla presidente Stefania Proietti, capigruppo e giunta regionale. La delegazione ternana dei manifestanti è stata ricevuta dopo le 12, durante i lavori del consiglio Regionale. Il sindaco Bandecchi, alla luce dei dettagli forniti dalla Regione giorni fa nella sede Arpa di Terni, ha insistito su alcuni aspetti relativi alla realizzazione del nuovo ospedale e ha lanciato una provocazione: «Dateci i 184 milioni di euro di tasse che avete imposto agli umbri e in 4 anni facciamo la struttura». Nel corso del confronto si è consumato anche un siparietto piuttosto acceso tra Bandecchi e l’assessore Regionale Fabio Barcaioli. Quest’ultimo, ha pungolato il primo cittadino di Terni quando ha detto di “parlare a nome di tutti gli umbri”. Il sindaco ha replicato: «Lo ribadisco. Il problema è suo che non capisce».
Bandecchi-Proietti I due rappresentanti delle istituzioni convergono sulla necessità di un ospedale con risorse pubbliche, ma Bandecchi ha insistito sul project financing a suo tempo bocciato dai tecnici della Regione. Sul mantenimento del Dea di II livello la governatrice chiarisce che la sua messa in discussione non è un tema e anzi rilancia sulla volontà di realizzare un ospedale «strategico a livello nazionale». Sullo studio aree idonee, Proietti è tornata a dire che si tratta di un lavoro preliminare e incalzata da Bandecchi, la presidente: «Lei è un grande comunicatore, io no ma con responsabilità e serietà e nei limiti delle competenze e della legge, guido la Regione».
Bandecchi: «Lo fa il Comune» Da parte di Bandecchi poi la provocazione si è fatta più grossa: «Il Comune di Terni può fornirvi un progetto tramite i propri tecnici». Ma Proietti lo tiene a freno: «Non può. Possiamo fare tesoro di quello che proponete, ma con serietà e senza prendere in giro nessuno possiamo limitarci a dire che possiamo avere dal Comune un approfondimento. Ma non il progetto che, per legge, deve essere dal 10% del costo totale dell’opera. Il dialogo va riportato ad un piano istituzionale. Sono pronta, nel giro di un mese, ad aprire il confronto fra tecnici dei due enti». Il sindaco in chiusura dell’audizione poi, sempre alla presidente: «Col nostro progetto ti metteremo in difficoltà. Lo valuteremo in sede comune tra tecnici di Palazzo Spada e quelli regionali». Proietti serenamente rassicura: «Il dialogo è aperto. Ma è necessario un piano istituzionale e serio».
Le parole del sindaco in piazza Italia Il primo cittadino in piazza Italia, prima del tavolo con i rappresentati della Regione, aveva detto: «Perderemo un altro anno solo per sapere quale è la location, poi ci è stato detto che servono 780 milioni. Ad oggi non c’è una lira. Si continuano a dire delle bugie ai ternani». «Non che io voglia fare un project financing – ha ripreso Bandecchi -, ma un privato ci offriva un ospedale che sarebbe stato pronto tra un anno che costava dai 220 al 272 milioni. Pagando degli interessi pazzeschi ed arricchendo il privato avremmo dovuto alla fine pagare 350 milioni, una cifra che oggi non basta nemmeno, a detta di questo palazzo, per iniziare a rifletterci. Si parla quindi di un ospedale non fatto con soldi dello Stato, ma sempre con soldi privati dell’Inail o sennò con Cassa depositi e prestiti». Poi è tornato sui problemi dell’ospedale: «Vorrei ricordare che se ci dobbiamo tenere l’ospedale per 10-11 anni, abbiamo dei problemi. L’ospedale di Terni non è antisismico, sta in piedi in deroga. Poi, non c’è l’aria condizionata, non ci sono servizi adeguati per un ospedale che si possa dire moderno. Ci sentiamo trattati abbastanza da schifo – aggiunge – dalla giunta regionale».













