di M.R.

I dati sulla qualità dell’aria diffusi da Arpa Umbria al termine di un diffuso monitoraggio durato oltre un anno «non consegnano un quadro così drammatico, piuttosto confermano le già note criticità sul territorio regionale». Lo ha spiegato l’ingegnere Caterina Austeri, una delle responsabili del lavoro svolto  per evitare o ridurre gli impatti dei microinquinanti sulla salute umana e sull’ambiente come disposto dalle direttive europee.

CATERINA AUSTERI SPIEGA L’INDAGINE SULLA QUALITÀ DELL’ARIA: L’INTERVISTA

Studio L’agenzia regionale per l’ambiente tra il 2013 e il 2014 ha analizzato i filtri di 25 centraline di rilevamento delle polveri sottili, così distribuite: 14 nelle aree urbane, 9 nei siti industriali e 2 nelle zone rurali. Su base annua, nessuna anomalia riscontrata: il livello di Pm 10 nel 2014 non ha superato la soglia del valore limite posto a 40 µg/m3 ma a Foligno, Borgo Rivo e Le Grazie lo stesso limite è stato superato in diversi giorni dell’anno. Nelle stesse centraline, è stato rilevato su base annua un livello accettabile di Pm 2.5 così come nelle zone di Città di Castello e Terni Carrara, per il resto la situazione generale è buona. Questi microinquinanti sono market di polveri dovute a erosione del suolo, incendi boschivi, processi di combustione (tra cui quelli che avvengono nei motori a scoppio, negli impianti di riscaldamento, in molte attività industriali, negli inceneritori e nelle centrali termoelettriche), usura di pneumatici, freni e asfalto.

Presenza metalli Alla categoria dei metalli pesanti appartengono circa 70 elementi anche se, quelli rilevanti da un punto di vista ambientale, sono solo una ventina. La normativa nazionale ha stabilito gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria per alcuni di essi: Piombo (Pb), Arsenico (As), Cadmio (Cd) e Nichel (Ni), la presenza dei quali non costituisce pericolo per l’Umbria, visti i bassi livelli. L’analisi di Arpa Umbria ha riguardato anche gli idrocarburi policiclici aromatici (benzene e benzo(a)pirene) detti Ipa. Presenti ovunque in atmosfera e derivano dalla combustione incompleta di materiale organico e dall’uso di olio combustibile, gas, carbone e legno nella produzione di energia. Oltre a essere degli irritanti di naso, gola ed occhi, gli Ipa sono riconosciuti per le proprietà cancerogene. Ne è emersa una situazione critica in diverse zone della regione: Narni Scalo, Borgo Rivo, Carrara e Le Grazie per quanto riguarda Terni; Città di Castello e Foligno per quanto riguarda il territorio provinciale del capoluogo regionale.

Ozono Altri dati preoccupanti riguardano le concentrazioni di ozono, rilevate in quantità a Torgiano, Narni, Magione, Orvieto, Parco Cortonese a Perugia, Borgo Rivo e Amelia «anche se – precisano da Arpa – non è mai stata superata la soglia di allarme». L’ozono è un inquinante molto tossico per l’uomo: è un irritante per tutte le membrane mucose e una esposizione critica e prolungata può causare tosse, mal di testa e perfino edema polmonare. Fra gli inquinanti atmosferici, è quello che svolge una marcata azione fitotossica nei confronti degli organismi vegetali con effetti immediatamente visibili di necrosi fogliare ed effetti meno visibili come alterazioni enzimatiche e riduzione dell’attività di fotosintesi. Pertanto, in situazioni di “allarme” a causa di alti livelli in aria, le persone più sensibili e/o a rischio è consigliabile rimangano in casa.

Marchetti La significativa presenza industriale sul territorio regionale fa pensare che le problematicità ambientali siano legate soprattutto all’inquinamento delle fabbriche, «in realtà – ha spiegato il direttore tecnico Marchetti – la componente industriale incide sull’aria solo per il 24%, la componente presente nella percentuale maggiore è costituita dalle polveri della legna bruciata, del traffico veicolare e della combustione di biomasse in generale». Soprattutto nel periodo invernale l’Arpa ha rilevato infatti un’alta concentrazione di levoglucosano (il market di riferimento). Lo studio dell’azienda regionale per l’ambiente, secondo quanto riferito dallo stesso Marchetti, ha riguardato anche analisi al suolo per valutare la concentrazione di diossine: «Sono distribuite omogeneamente in tutta la regione e la concentrazione – ha detto – è risultata al di sotto del limite strumentale quindi non preoccupante».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.