I dem questa mattina in via Diaz

Lungo le strade di Madonna Alta e nelle sue aree verdi, in particolare in quella di via Diaz, va in scena la battaglia tra il gruppo consiliare del Pd e l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calabrese. Martedì a mezzogiorno Tommaso Bori, insieme al segretario comunale del partito Francesco Giacopetti e a quello del circolo di Madonna Alta Billeri, in una conferenza stampa tenuta nell’area vede di via Diaz ha lanciato l’allarme a proposito dei progetti della giunta che riguardano la viabilità, in particolare della bretella di cui si è già parlato molto nelle scorse settimane. Benché, ha spiegato il consigliere dem, al momento non ci sia alcun atto depositato ma solo ipotesi, «costruire sopra quest’area verde, che fa da cuscinetto rispetto alla superstrada e, dunque, è da valorizzare, due strade (la cosiddetta bretella in primis) appare quantomeno discutibile e privo di una motivazione concreta». Bori parla di malcontento tra gli abitanti del quartiere e di una raccolta firme «per evitare che l’area, dove c’è anche una zona per lo ‘sgambamento’ dei cani, venga cancellata».

Alternativa La proposta alternativa del partito consiste nel non toccare l’area verde e nel creare tre rotatorie per alleggerire i volumi di traffico: la prima tra via Tuzi e via Settevalli, la seconda tra via Settevalli e via Martiri dei Lager, la terza all’altezza della filiale Unicredit: «Si tratta di una soluzione – ha detto Bori – già sperimentata con ottimo successo all’incrocio tra via Magno Magnini e via Martiri dei Lager». Il gruppo Pd poi sostiene che «l’assessore Calabrese ha cambiato idea: è intenzionato a rivedere il progetto della cosiddetta “bretella” di Madonna Alta dopo un breve summit con alcuni residenti della zona convocati ad personam. Evidentemente neanche tra i “convocati” è stata trovata sponda per questo pessimo progetto».

Mendez Nella mattinata si è parlato anche del parco Chico Mendez per il quale, secondo Bori, c’è bisogno di «un passo ulteriore: la nostra proposta – dice – è di presidiare la zona, visto che all’interno del parco insiste, ancor oggi, un immobile di proprietà privata del quale non è nota la futura destinazione d’uso. Credo che un’area vissuta, come è il Chico Mendez, debba avere tutti i percorsi di sicurezza adeguati, al fine di permetterne una serena fruizione da parte dei cittadini. Per tali ragioni, quando in Comune verranno presentate soluzioni progettuali concrete, vigileremo con la massima attenzione». Ai dem risponde Calabrese che parla di propaganda, dato che al momento vengono trattati «temi che riguardano un’area complessa e decisiva per la viabilità e mobilità cittadina in assenza di dati e proposte che l’amministrazione comunale sta attualmente approfondendo».

Parla Calabrese L’assessore sostiene che la giunta non ha alcuna intenzione di distruggere le aree verdi ma che anzi «ci poniamo obiettivi esattamente opposti, anche e soprattutto di riqualificazione e rilancio delle qualità ambientali dovute all’area in questione». Calabrese promette che verrà organizzata un’assemblea pubblica appena ci sarà un quadro di dati a disposizione così «da confrontare con i cittadini le complessive ipotesi progettuali, con relativi investimenti». «Se, poi, mi si dice – conclude – dove si può andare a firmare contro interventi aggressivi di aree verdi e dell’area ‘sgambamento’ cani, contro nuove strade e nuovo traffico dentro il quartiere di Madonna Alta, voglio firmare anch’io e far firmare anche parenti ed amici. Anche se non mi risulta ci sia qualcuno che stia solo valutando nefandezze del genere».

Rifugiati al lavoro Sempre a proposito di aree verdi, mercoledì, giovedì e venerdì nella zona di via Cortonese alcuni dei richiedenti asilo ospitati in questi mesi a Perugia provvederanno, nell’ambito del progetto di riqualificazione del verde pubblico al quale partecipano anche Arcisolidarietà Ora d’Aria onlus e Cooperativa sociale Perusia, taglieranno l’erba e verniceranno. «L’Associazione – dice l’assessore Edi Cicchi – dopo aver contribuito al processo di formazione e supervisione dei richiedenti asilo, tramite proprio personale specializzato, favorisce le attività di manutenzione e decoro delle aree verdi e di piccoli interventi di pubblica utilità, senza oneri a carico del Comune. È un piccolo gesto di ringraziamento che i rifugiati richiedenti asilo fanno ai cittadini di Perugia che li hanno ospitati in questi mesi».

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