di Chia.Fa.
Anche in Umbria continuano a crescere le chiamate al 1522, il numero istituito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per supportare le vittime di violenza e stalking, oltre il 91 per cento sono donne.
L’Istat nei giorni scorsi ha infatti pubblicato i dati dell’ultimo trimestre del 2024, tirando così le fila sulle richieste di aiuto arrivate lo scorso anno al numero di pubblico utilità. In Umbria sono state 573 le persone che hanno alzato la cornetta per lanciare un Sos anche in favore di terzi: la crescita rispetto al 2023 è marcata, attestandosi al 12,8 per cento, ma risulta comunque inferiore a quella media italiana. In tutto il paese, infatti, le chiamate al 1522 per cercare una via di fuga per sé o per terzi ha sfondato il muro delle 65 mila chiamate, con un’impennata sul 2023 del 25,8 per cento.
Al contrario, invece, in Umbria sono aumentate a ritmo più sostenuto rispetto al resto del paese le richieste d’aiuto effettuate direttamente dalle vittime, che sono state 220, con un incremento del 10 per cento, mentre in Italia la crescita è stata dell’8,3 per cento col 2023 che si è chiuso con oltre 17.631 contatti validi col 1522, di questi 16.117 sono stati compiuti da donne, appena 433 da uomini e il resto è non binario o non ha specificato il genere, mentre sotto il profilo anagrafico le fasce d’età che con più frequenza si sono rivolte al servizio vanno da 31 a 50 anni.
Le tavole diffuse dell’Istat, poi, raccontano che la maggior parte delle telefonate valide al numero anti violenza e anti stalking vengono fatte da donne in cerca, in primis, di informazioni sul servizio, seguono le richieste di aiuto per vittime di violenza, per informazioni sui centri antiviolenza (Cav) e per richieste di aiuto per vittime di stalking. La stragrande maggioranza degli utenti che contattano il 1522 sostengono di aver preso coscienza dell’esistenza del servizio attraverso internet, campagne di comunicazione e televisione.
