venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:40

Lab ricostruzione, le best practice proposte a Norcia. Ecco il padiglione di Boeri

Dall’Artquake alla pianificazione adattiva, esperti a confronto nel nuovo Centro polivalente da  completare in sei mesi

di C.F. e A.G.

Pronto il primo padiglione polifunzionale progettato dall’archistar Stefano Boeri. È stata inaugurata venerdì mattina, la struttura inserita nel nuovo Centro polivalente di Norcia, che prevede la realizzazione nella stessa area di altri tre padiglioni con un piazza centrale. Qui dopo il taglio del nastro si è aperto il Laboratorio per la ricostruzione, la due giorni in programma tra Norcia e Spoleto. Nella struttura avveniristica disegnata da Boeri si sono accomodati esperti ed accademici per una tavola rotonda sulle best practice post sisma, tra queste la pianificazione adattiva e l’Artquake.

FOTOGALLERY: ECCO IL PRIMO PADIGLIONE

Pronto il primo padiglione progettato dall’archistar Boeri Finanziato con la raccolta fondi Un aiuto subito, promossa dal Corriere della Sera e da La7, il padiglione allestito appena fuori le mura di Norcia, è costruito interamente in legno, grazie al contributo della Filiera del legno friulana, ed è articolato in due sale polivalenti una da 140 e una da 60 posti, divise da un corpo di servizi centrale. La struttura potrà ospitare sia esposizioni che conferenze e ha una superficie di circa 450 metri quadrati, con le sale che inquadrano il paesaggio circostante grazie a grandi vetrate. Al taglio del nastro anche il direttore di Tg La7, Enrico Mentana, e il giornalista del Corriere della Sera, Antonio Polito. Con loro le massime autorità civili, a cominciare dal commissario per la ricostruzione Vasco Errani, il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, la presidente Catiuscia Marini e il sindaco Nicola Alemanno.

VIDEO: BOERI, GLI ALTRI 3 IN 6 MESI

Altre tre strutture per il Centro polivalente Quando l’intero progetto firmato da Boeri sarà completato, lo stesso archistar venerdì mattina ha previsto sei mesi per completare il Centro polivalente, le quattro strutture saranno disposte in maniera tale da creare una piazza centrale. In particolare, la forma e l’orientamento di ciascun padiglione genererà relazioni e prospettive nuove sul paesaggio circostante, caratterizzato dal centro storico denso e compatto a Nord e dalla Marcite a sud, presenza quest’ultima che in fase di avvio dei lavori ha sollevato alcune perplessità, evidentemente poi chiarite.

Rete idrica dalla Brianza Ad attrezzare la struttura con servizi idrici e fognari, ci ha pensato BrianzAcque, società pubblica dell’acqua, partecipata dai 55 comuni della Brianza, grazie ad un accordo siglato con l’amministrazione municipale di Norcia. L’azienda con sede a Monza ha eseguito, direttamente sul posto, la progettazione e la realizzazione della rete di approvvigionamento idrico e fognario in tempi da record, ossia in meno di tre mesi.

Marini: «Generosità commovente» «All’indomani degli eventi sismici, abbiamo subito pensato che avremmo dovuto realizzare strutture strategiche capaci di garantire, in ‘tempo di pace’, funzioni pubbliche e la vita sociale per le comunità, ma che in situazioni di criticità potessero svolgere un ruolo di coordinamento delle emergenze», ha sottolineato la presidente Marini. «Questa straordinaria struttura – ha aggiunto – rappresenta un importante tassello del nostro sistema di protezione civile. L’Umbria dispone di strutture analoghe, in grado di ospitare attività di coordinamento delle emergenze, perché ha fatto tesoro, suo malgrado, delle lezioni dei precedenti terremoti. Penso alla preziosissima struttura di Santo Chiodo di Spoleto, dove abbiamo potuto ospitare più di 5 mila opere, testimonianze bellissime e importantissime del nostro patrimonio culturale». Marini ha ringraziato in particolar modo il “Corriere della Sera” e “La 7”, oltre agli altri sponsor, e ha ricordato come sia stata «enorme e commovente le generosità degli italiani che oggi possono toccare con mano ciò che con le loro donazioni viene costruito». «Un grazie particolare – ha concluso – vorrei rivolgerlo a Stefano Boeri sia per questo lavoro, per la progettazione e realizzazione di quest’opera, ma anche per il Laboratorio cui sta dando vita in questi giorni a Norcia e Spoleto. Riceveremo un aiuto importante per poter realizzare quel salto di qualità nell’opera di ricostruzione, avendo attenzione non solo al ‘com’era e dov’era’, ma soprattutto al futuro delle nostre comunità».

Buone pratiche per la ricostruzione Nel pomeriggio, dopo il taglio del nastro, la nuova struttura polivalente ha ospitato la tavola rotonda ‘Norcia best practices ‘. Ad aprire i lavori la riflessione di Errani sugli aspetti di fragilità del territorio, precedenti al sisma, e sui principi da cui deve ripartire la ricostruzione. «L’identità di questi territori è forte, ma dal punto di vista idrogeologico, sociale ed economico c’è una debolezza preesistente al 24 agosto 2016». Ridare quindi prospettiva economica e ripensare i servizi, partendo dal territorio nei suoi diversi protagonisti e da tre parole chiave: «Legalità, trasparenza e responsabilità. Adesso è il momento di lavorare, di esprimere la funzione per la comunità del professionista, di fare uno sforzo per formarsi sulle nuove tecnologie – ha concluso Errani – È il momento della generosità». Dalla riflessione sulla percezione del danno proposta da Mariani (ingegnere e architetto, libero professionista) ai tre concetti di conoscenza, percezione e prevenzione ritenuti essenziali da Borri (UniPg), gli addetti ai lavori si sono confrontati su esperienze e possibili scenari. «Sbagliatissimo messaggio di Sgarbi “non si possono mettere in sicurezza le chiese”», ha sottolineato Borri. Il modello di “pianificazione adattiva”, ovvero di monitoraggio e revisione delle pratiche, è stato proposto da Menoni (Polimi) mentre Annibali (Ordine Architetti Aquila) e Santoro (Comune Aquila) hanno raccontato l’esperienza de L’Aquila: «Ormai si evita il centro storico, trasformato in una sorta di mega-cantiere. Il cuore della città è ormai lontano dalle nostre vite». Anche Corradi (Polimi) ha testimoniato la difficoltà di studiare il patrimonio danneggiato nei comuni minori del cratere aquilano. All’estremo, il caso di Gibellina ricordato da D’Annuntiis (UniCam): il paese ricostruito a 18 km dal sito originario, dove Alberto Burri ha “sigillato” la testimonianza del sisma con l’imponente cretto. Fabio Renzi (Symbola) ha sollevato l’interrogativo sull’Appennino “futuro”, venuta meno la retorica della rinascita dei Sibillini, vedendo nella discontinuità con il passato un’occasione per scommettere sul futuro. «La natura è più forte di noi», ha esordito Franco Tagliabue (Polimi). Per questo, il terremoto è in grado di farci riconsiderare la visione antropocentrica e consente di capire gli errori legati all’uso del territorio. Qual è quindi la visione strategica che possiamo avere in questo contesto di estrema indeterminazione? ‘Artquake’, l’intervento di Paolo Belardi (UniPG), è partito dal binomio sicurezza-bellezza: può l’arte dare un contributo al dopo sisma? «Proprio in questi giorni abbiamo stipulato una convenzione con i comuni del cratere per dedicare i prossimi due anni di didattica alla ricostruzione. Ci siamo assunti il compito di mettere insieme scienza e bellezza».

Nuovo modulo per la Radiologia Venerdì mattina è stato anche consegnato il modulo prefabbricato che ospita la Radiologia dell’ospedale di Norcia, ma che rappresenta un passo in avanti nei servizi sanitari anche per gli abitanti dei centri limitrofi come Arquata del Tronto, Accumoli e Amatrice, per i quali il nosocomio di Norcia è da sempre punto di riferimento. Il particolare il container, donato dal gruppo farmaceutico Roche (100 mila franchi) e allestito grazie al contributo della società veneta Bda solution, consentirà all’ospedale di erogare circa 8 mila prestazioni radiografiche ogni anno. Tra queste anche la Tac, sospesa dal 30 ottobre e che ha rilevanza strategica nella diagnostica per immagini di tutta la zona terremotata. Al taglio del nastro l’assessore regionale alla sanità Luca Barberini: «Questo modulo sanitario avanzato rappresenta un risultato importante, raggiunto grazie a un proficuo lavoro di squadra, che ha consentito a Norcia e alla Valnerina di essere le prime realtà colpite dal terremoto del Centro Italia, ad avere una dotazione del genere e ciò è motivo di grande orgoglio per l’Umbria».

Saranno erogati 8 mila esami, tra cui la Tac sospesa dopo il sisma Al suo fianco il direttore generale della Asl Umbria 2, Imolo Fiaschini, secondo il quale «questo modulo rappresenta il consolidamento dello sforzo compiuto subito dopo il sisma per garantire l’erogazione dei servizi sanitari, ma soprattutto permette di mantenere un valido presidio di sanità utile a dare risposte efficaci ai bisogni di salute della popolazione». A Norcia naturalmente anche Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato Roche Italia: «La ricostruzione di questi territori non può limitarsi ai soli aspetti materiali, ma deve essere accompagnata da una rinascita morale e sociale, con il sostegno e l’intervento delle istituzioni pubbliche, ma anche dei soggetti privati. Come Roche il nostro obiettivo è contribuire in modo concreto al lungo e difficile percorso verso il ritorno alla normalità di queste popolazioni. Ci auguriamo che questo progetto possa essere un valido segnale di speranza per tutte quelle persone che hanno vissuto in prima persona il dramma del terremoto, perdendo con esso i loro affetti, le loro case, il loro passato».

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