Al centro Corinna Cretu

di Chiara Fabrizi

«La ricostruzione è la prima priorità e metteremo tutte le risorse disponibili per garantire un futuro alle popolazioni che vivono qui». La commissaria UE per le politiche regionali, la rumena Corina Cretu, lo ha detto sabato mattina a Norcia. Cretu ha visitato il centro storico di Norcia, accompagnata dal sindaco Nicola Alemanno, dalla presidente della Regione Catiuscia Marini, dal capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e dal commissario per la ricostruzione Vasco Errani.

Sit-in dei terremotati di San Pellegrino Ad attendere le autorità un gruppo di residenti con la felpa ‘San Pellegrino c’è’, la frazione di Norcia distrutta dai terremoti. A spiegare l’iniziativa simbolica organizzata di fronte a Porta Romana è stato il presidente della Proloco, Aldo Leoncilli: «Le istituzioni ci devono dare delle date certe per la consegna delle casette, per la rimozione delle macerie e pure per il recupero degli effetti personali o degli arredi. A San Pellegrino (borgo classificato interamente come zona rossa, ndr) in tanti devono ancora rientrare in casa, c’è gente che è veramente rimasta senza niente. Noi vogliamo ripartire ma per farlo ci devono rimuovere le macerie ed è su queste cose che chiediamo alle istituzioni di indicare tappe e scadenze».

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VIDEO: L’INTERVISTA
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La visita a Norcia La commissaria Ue ha espresso la sua solidarietà, quella del presidente Jean-Claude Juncker e del resto della Commissione alla popolazione di Norcia «in questo momento difficile.Oggi sono qui per testimoniare personalmente la grande solidarietà dell’Europa verso tutte le comunità del Centro Italia colpite così duramente dal terremoto». Da Porta Romana la commissaria Ue ha raggiunto corso Sertorio, riaperto il 22 dicembre, dove ha parlato con alcuni commercianti tra cui il norcino della gastronomia Brancaleone che ha offerto a Cretu un assaggio di prodotti tipici, (salame di cinghiale e prosciutto al coltello) prima della visita in piazza San Benedetto patrono d’Europa dove, caschetto calcato in testa, la commissaria Ue ha toccato con mano la distruzione del terremoto del 30 ottobre. A spiegare gli interventi di messa in sicurezza della basilica ma anche della cattedrale di Santa Maria Argentea e della torre civica, è stata direttamente la soprintendente Marica Mercalli che ha illustrato nel dettaglio lo sforzo compiuto dai progettisti e dai vigili del fuoco per salvare la facciata di San Benedetto così da permettere il complesso il recupero delle macerie in corso da quasi un mese ormai.

«Modifica in Europarlamento per finanziare 100% ricostruzione» Di fronte alla mastodontica gabbia di protezione, la commissaria Ue ha messo in fila quanto fin qui fatto da Bruxelles per il Centro Italia e quanto invece si conta ancora di fare: «Dopo il primo stanziamento di 30 milioni di euro dal Fondo di solidarietà già deciso – ha affermato Cretu – attendiamo il dossier del governo italiano per ulteriori determinazioni. C’è poi il tema dell’aggiustamento tecnico del bilancio comunitario che renderà disponibile un ulteriore 1,2 miliardi per l’Italia di cui 200 milioni saranno destinati alla ricostruzione del Centro Italia, così come deciso dal governo italiano. Come Commissione siamo anche impegnati a proporre la modifica del regolamento degli interventi per le catastrofi così da poter garantire contribuzioni pari al cento per cento dei danni subiti. Parteciperò io stessa alla prossima riunione del Parlamento europeo a Strasburgo per sostenere questa posizione. Infine – ha concluso – per me è stato molto importante ascoltare direttamente le voci dei cittadini e con la presidente Marini condividiamo un impegno forte per la ripresa economica di queste aree, per evitarne lo spopolamento».

Marini: «Danno indiretto ok con regole Ue su aiuti di Stato» E sulla modifica proposta dalla Commissione la presidente Marini a Umbria24 ha spiegato: «Sosteniamo anche come Regioni questa proposta che rappresenta una novità importantissima per le calamità su cui l’Europa interviene attingendo per gli interventi di emergenza al Fondo di solidarietà, unico strumento disponibile. Con la modificha si costituirebbe un fondo specifico sia per la prima fase della calamità ma anche per quella ricostruttiva in caso di danni. Sarebbe uno strumento molto utile per le comunità locali che con Regioni e Comuni potrebbero attingervi per sostenere un programma di ripartenza materiale ma anche socio economica con interventi mirati». La questione degli aiuti alle imprese resta centrale con l’Umbria in coro che chiede il riconoscimento del danno indiretto, non previsto dall’ultimo decreto: «Il nodo del danno alle attività produttive soprattutto del turismo e del commercio va affrontato perché la situazione dell’Umbria è molto difficile e complessa, così come le altre aree colpite, e c’è la necessità di garantire agli operatori sostegno per quest’anno di transizione. La misura una tantum è fondamentale per far sopravvivere le imprese e a mio avviso è possibile costruire un quadro che rispetti anche le regole imposte sugli aiuti di Stato dalla regolamentazione europea».

 

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