di Maurizio Troccoli

Ha fatto tanto discutere la piattaforma per le prenotazioni delle vaccinazioni Aria, in Lombardia, fino al punto di azzerare i vertici della società e fare aderire a quella di Poste Italiane, suggerita dal commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo. In Umbria si è preferito procedere con il proprio sistema informatico di prenotazioni. Il giorno tanto atteso per tanti familiari di soggetti estremamente vulnerabili si è trasformato però nell’ennesima disavventura. Che ha un epilogo comune a tanti: quello di non riuscirsi a prenotare. Accade nel primo giorno possibile. Accade appena prima la riapertura delle scuole e, questo, allarma ulteriormente.

 

La simulazione C’è chi di buona lena, fin dalle prime ore del mattino, codici fiscali e tessera sanitaria alla mano, si è preparato per procedere alla propria prenotazione per il vaccino. Da martedì infatti è aperta, in Umbria, la possibilità per care giver  e familiari di pazienti estremamente vulnerabili, quelli cioè, che per codice di esenzione, fanno parte della tabella A.

 

Il testimone Il caso più emblematico è quello di Michele (nome di fantasia), care giver di sua moglie affetta da una delle patologie previste in tabella. Michele, per la professione che fa, è un esperto di informatica e, in generale, di tecnologia. Punto di riferimento, anche per tanti altri pazienti, in costante contatto, via chat, con sua moglie, per essere aiutati a risolvere intoppi burocratici e informatici. Michele è da martedì mattina presto è alle prese con la propria prenotazione. Ha predisposto tre devices diversi: un computer fisso, un portatile e un tablet. Utilizza tre motori di ricerca differenti perchè l’esperienza insegna che alcune difficoltà possono dipendere dal browser. In una delle tre procedure Michele ha 1500 persone davanti. «Il sistema – spiega a Umbria24 – potrebbe essere interpretato come intelligente, nel senso che individuando l’ip con cui ci si connette, stabilisce un ordine di priorità nella prenotazione, infatti ti indica quante persone hai davanti e quanto tempo manca al tuo turno. In un’altra delle mie procedure sono riuscito ad avere fino a oltre 2 mila prenotazioni da attendere». E una volta arrivato il tuo turno? «Arriva il bello. Intanto sei avvisato – spiega – di non perdere la priorità acquisita e quindi di fare attenzione e attendere. Poi inizi la compilazione delle varie maschere. Inserisci codice fiscale, numero di tessera sanitaria tua e quella del soggetto estremamente vulnerabile, spunti se sei care giver  o semplicemente familiare, ma in entrambi i casi, testati, arrivi alla stessa conclusione. Poi autorizzi per il trattamento dei dati – aggiunge Michele – dichiari di non essere un robot, dai ok, e ti produce sempre un errore di sistema». Insomma Michele racconta di avere ripetuto questa operazione diverse volte nell’arco della giornata e di essere sistematicamente in coda. Dice che accade all’improvviso che all’arrivo del proprio turno ti ritrovi improvvisamente altri 1500 soggetti davanti. Spiega come quel messaggio di errore non sia relativo alla compatibilità del profilo del care giver, che «se così fosse dovrebbe essere spiegato, del tipo: il tuo codice fiscale non è compatibile con la domanda in corso…», ma sia un errore di mal funzionamento della piattaforma informatica.

Regione: oggi 12mila prenotati La Regione, nella serata di martedì, attraverso una nota fa sapere che «nella giornata in Umbria, si sono prenotati mediante portale e in farmacia più di 12 mila persone, di cui 5 mila caregiver o conviventi e 7 mila soggetti estremamente vulnerabili. Durante la giornata si sono verificati alcuni malfunzionamenti della piattaforma di prenotazione che sono stati risolti e già nella tarda serata è ripresa la prenotazione. Sempre nella giornata odierna sono state vaccinate circa 4.400 cittadini di cui 3000 ultraottantenni e 700 soggetti estremamente vulnerabili».

Altre segnalazioni Emanuela Arcaleni e Vincenzo Bucci, del Gruppo consiliare ‘Castello Cambia’, denunciano le difficoltà di prenotazione per i care giver: «Malgrado sia stata attivata la procedura nel sito apposito, questa si blocca e non procede, neppure attraverso le farmacie». Poi sottolineano problemi anche per la fascia 79-70 anni: «Risulta praticamente impossibile agli ultrasettantenni “fragili” trovare una disponibilità vaccinale in Altotevere, malgrado la inaugurazione del nuovo centro: da giorni risulta possibile solo per maggio e a partire da oltre 50 chilometri di distanza , da Perugia fino a Terni, ma non qui».

Io con più patologie Un lettore di Umbria24 scrive alla redazione: «Sono nato nel 1945, ho più di 75 anni e risiedo a Spoleto, vorrei esprimere la mia indignazione per come procede qui in Umbria la vitale campagna di vaccinazione Covid 19». In Umbria – scrive – «stiamo assistendo alla lotteria dei medici di famiglia. Non infierisco su di loro, vittime in primis di questi perversi meccanismi burocratici, piuttosto mi sembra che sia stata loro passata la patata bollente delle vaccinazioni, causa una evidente disorganizzazione regionale. Sono afflitto da varie patologie croniche, disabile all’ 80% sono stato sottoposto a vari interventi anche fuori regione che non sto ad elencare, mi soffermo sul fatto che sono un cardiopatico della categoria 0A02, il mio medico curante mi ha spiegato che “per fortuna” non rientro nelle patologie gravi della Tabella 1 della regione, per ora non può iscrivermi alla vaccinazione. Mia sorella (classe 50) e mio cognato (classe 48) residenti a Rieti, più giovani e non afflitti da patologie hanno potuto iscriversi via internet e saranno vaccinati il 14 e 15 di questo mese. Mi domando quale mente eccelsa abbia partorito in Umbria questi meccanismi?».

Un’altra lettrice, ha scritto per «segnalare che sempre da oggi doveva partire la campagna per la vaccinazione ai soggetti positivi al covid ma chiaramente se si prova ad inserire il codice fiscale dice che il soggetto non rientra nelle categorie vaccinabili. Mi domando… ma come è possibile questa cosa?».

 

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