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Controlli allo scalo perugino (foto F.Troccoli)

Matteo Grandi, giornalista e scrittore, affida a un post social la sua amarezza per la soppressione del volo Perugia-Milano, gestito da Aeroitalia. «Lo avevo scritto poche settimane fa e non è che servisse Sherlock Holmes. I nuovi, ridicoli, orari del volo Perugia-Milano (in realtà Bergamo) con partenza da Perugia alle 12:30 e rientro da Bergamo il giorno dopo alle 11 del mattino suonavano più che come un allarme come la vera e propria anticamera di una chiusura anticipata della tratta. E così è stato. Il volo, operato da Aeroitalia, è stato ufficialmente soppresso».

Implicazioni per il territorio Grandi non si limita a descrivere il problema, ma evidenzia le sue implicazioni per il territorio umbro: «Il 2024 si chiude con un’Umbria che torna a essere meno collegata al Nord e più isolata. Il tutto nel silenzio assordante delle Istituzioni. Che della faccenda, al di là della nuova amplificazione del nostro isolamento, è la cosa che preoccupa di più». Non manca un appunto alla gestione politica e alle scelte della nuova amministrazione regionale. «Una nuova Presidente che dell’aeroporto non è mai stata fan, il no immediato nei confronti della stazione MedioEtruria che viene abortita ancor prima di nascere (per la gioia dei numerosi detrattori di questa soluzione) e neanche lo straccio di un piano B. Perché sia chiaro: si può anche ritenere legittimamente che intercettare l’Alta Velocità ai margini dell’Umbria non sia la migliore delle soluzioni, ma allora devi proporre alternative, devi sbattere i pugni sul tavolo, investire quel che serve e dare al territorio delle alternative valide (più voli, almeno un altro Frecciarossa, una fionda che catapulti le persone da Perugia a Milano…). E invece niente».

Isolamento L’intervento si conclude con una nota di disincanto e stanchezza: «Ci eravamo illusi di ‘aver preso il volo’. Oggi, purtroppo, ci svegliamo più isolati e più disincantati, con l’antipatica sensazione che il ‘partito del NO a prescindere’, largamente ed eterogeneamente rappresentato nella nuova giunta, rischi di paralizzare la nostra regione. In primis sul piano dei trasporti. E, francamente, di un certo isolamento ci saremmo abbastanza rotti». Il post di Grandi, che fotografa con toni accesi il problema dell’isolamento infrastrutturale dell’Umbria, ha suscitato un vivace dibattito sui social, portando in primo piano le difficoltà del territorio nel mantenere collegamenti efficienti con il resto del Paese.

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