di S. C.

La lotta alle mafie si combatte anche sul terreno culturale. Con questo scopo, per il 24 e 25 ottobre, nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, sono stati promossi due incontri pubblici sul tema «Legalità e riforma della giustizia». Relatori del primo convegno il procuratore Nicola Gratteri, il presidente dell’assemblea regionale Eros Brega, il sottosegretario alla Giustizia Giampiero Bocci e il giornalista Primo de Nicola.

L’iniziativa A organizzare i due incontri la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle province autonome italiane, coordinata dal presidente dell’assemblea dell’Umbria, Eros Brega, che poco dopo le 17 ha aperto il convegno di venerdì 24 ottobre.

Brega «Chi pensa che le mafie siano un problema circoscritto al Sud – ha detto il presidente dell’Assemblea regionale – sbaglia, perché come scrive nel suo libro il procuratore Gratteri, fra i tanti pregiudizi culturali, proprio quest’ultimo finora ha ostacolato nel resto del paese processi di conoscenza e consapevolezza da tempo non più rimandabili. L’Umbria in questi ultimi anni ha avuto più casi d’infiltrazione mafiosa». Brega ha poi ricordato che la regione, dopo questi episodi, si è dotata una commissione d’inchiesta antimafia.

Bocci Poi la parola è passata al Sottosegretario al Ministero dell’Interno. «Negli ultimi anni la ‘ndrangheta si sta “ripulendo” e questo forse è ancora più inquietante. Bisogna – ha ricordato Giampiero Bocci – togliere dalla testa di coloro che sono ottimisti che una regione come l’Umbria sia al riparo da infiltrazioni. Ricordiamo che le operazioni come quella di Ponte san Giovanni hanno raggiunto risultati importanti, anche se si tratta di sequestri e non di confische». Sulla riforma della giustizia, Bocci ha evidenziato l’intenzione del Governo di arrivare in fretta a nuova proposta da proporre al Parlamento.

Di Nicola E’ intervenuto al convegno anche Primo di Nicola, firma dell’Espresso, esperto di criminalità organizzata, che ha sottolineato la potenza economica delle mafie: «In trent’anni – ha ricordato il giornalista – stimiamo un capitale di 2400 miliardi. E’ davvero possibile combattere un fenomeno di tali proporzioni?»

 Gratteri Ha provato a rispondere  il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, nonché magistrato della direzione distrettuale antimafia e presidente della commissione Riforma normativa antimafia Nicola Gratteri. «In Calabria, rispetto ad altre regioni si sono sciolti pochi comuni perché la ‘ndrangheta ha il consenso popolare. Dobbiamo partire dalle scuole e dire agli insegnanti di tenere nelle aule i bambini e non mandarli in strada. Negli anni delle grandi operazioni di polizia i boss di paesi di 700 anime tenevano in scacco migliaia di poliziotti. Per cambiare le cose, oltre a sostituire i sindaci nei comuni dove si sono infiltrate le mafie, bisognerebbe cambiare tutta l’amministrazione». Il procuratore di Reggio Calabria, sulla riforma della Giustizia ha suggerito, rivolto in particolare al sottosegretario «Tagli non lineari, che un governo deve avere il coraggio di operare, una volta individuate le fonti dello spreco».

Il 25 per le scuole «Legalità e riforma della giustizia» viene riproposto anche la mattina di sabato 25 per una delegazione di scuole secondarie dell’Umbria. Parleranno agli studenti Nicola Gratteri ed Eros Brega.

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