di MA.T.

Ginecologi e ostetriche in sciopero per un giorno, a Perugia come nel resto d’Italia.

Nessun parto programmato Non si faranno interventi programmati ma saranno assistiti soltanto i casi urgenti che non subiranno quindi il blocco martedì 12 febbraio. A mobilitarsi in tutta Italia sono i medici di ginecologia e geriatria che dicono ‘no’ al taglio dei fondi alla sanità, ma alzano la voce anche contro i procedimenti penali che vengono sollevati per errori durante i parti. Nella vicenda che determina lo sciopero dei ginecologi c’è anche la questione delle «esose» assicurazioni che riguardano i medici delle strutture private. A spiegare la scelta dei ginecologi dell’ospedale perugino è Giuseppe Affronti.

La protesta «Dobbiamo essere compatti nel chiedere a viva voce la depenalizzazione dei reati legati a eventuali errori – dice Giuseppe Affronti, direttore della struttura complessa S.C. di Ostetricia e ginecologia del Santa Maria della Misericordia – noi medici ostetrici siamo i più esposti a incappare nelle maglie della giustizia penale con conseguenze che si riflettono sulla nostra attività, professionalità, sulle nostre famiglie. Non vogliamo sfuggire a eventuali responsabilità, ma queste laddove venissero accertate debbono riguardare unicamente l’aspetto civilistico e non procedimenti penali di lunghezza interminabile, che tengono noi medici sulla graticola».

Il messaggio Sempre Affronti, che per altro è il coordinatore dell’area Prenatale dell’ospedale perugino assicura: «Lo sciopero ci sarà ma riguarderà non le urgenze perché le donne potranno partorire regolarmente quel giorno ma gli interventi di patologie ginecologiche programmati. Vogliamo mandare un messaggio forte ai governanti perché affrontino il problema nell’interesse non soltanto della classe medica, ma degli stessi cittadini».

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