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martedì 25 gennaio - Aggiornato alle 00:15

Nel 2060 l’Umbria avrà perso 170 mila abitanti. Ecco quanti ne moriranno ogni anno e quanti ne nasceranno

Le previsioni demografiche: cosa siamo e cosa diventeremo, dal lavoro, ai giovani agli anziani

©Fabrizio Troccoli

Sono tre i principali aspetti che emergono nell’ultima indagine sulla demografia in Umbria: la bassa fecondità, l’aumento della speranza di vita e i flussi migratori costanti. Che restituiscono le seguenti previsioni demografiche: sempre meno quelli che sono in età per lavorare, sempre più quelli che devono essere assistiti per età e, in generale, una popolazione ridotta nel suo numero complessivo. Di quanto? Di 170 mila abitanti in quarant’anni. Passando dagli attuali 870 mila, agli 807 mila nel 2040, per arrivare a 700 mila nel 2063.

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Le previsioni Questa foto dell’Umbria del futuro è stata scattata dall’agenzia Aur nell’ultimo rilevamento demografico che prevede, 5 mila nascite l’anno, in maniera più e mono stabile, fino al 2040. Costante, anche il saldo migratorio con valori «di poco sopra le 2mila unità annue». «A loro volta i decessi – scrive Aur -, nell’ipotesi di un ulteriore miglioramento degli attuali elevati livelli della speranza di vita una volta superate le conseguenze della pandemia, dovrebbero rimanere stabili per i prossimi due/tre decenni e poi crescere leggermente a causa del progressivo livello di invecchiamento della popolazione».

Cosa accade Certo di riflessioni ce ne sarebbero diverse, ma soprattutto due: il ruolo che avrà la tecnologia, che è quella quota di imprevedibile che sconvolgerebbe le attuali previsioni; e lo stato sociale. Ovvero come faranno i sempre meno a lavoro a generare una ricchezza sufficiente a garantire un livello di benessere per tutti. Soprattutto per i tanti assistiti che, nel frattempo, non possono confidare in un sistema pensionistico solido, a differenza di quanto accaduto in passato. Tenuto conto di invecchiamento e bassa natalità, l’Aur prevede innanzitutto un aumento di persone sole tra il 2020 e il 2040, con un sonoro +20%. Aumenteranno del 10%, nello stesso periodo, le famiglie senza figli, mentre si ridurrà del 30% il ‘collettivo’ delle famiglie con figli. Quello che può accadere agli anziani di domani, sostanzialmente, è pensioni ridotte e meno figli. C’è bisogno di qualche idea per non innescare una miccia sociale con conseguenze indesiderabili.

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