Federico Batini

L’Istituto tecnico economico-tecnologico (Itet) Aldo Capitini di Perugia e l’associazione Nausika di Arezzo hanno promosso la Rete delle scuole umbre per la promozione della lettura ad alta voce condivisa la cui convenzione è stata sottoscritta dai dirigenti/referenti di 60 tra direzioni didattiche, istituti comprensivi e scuole secondarie di primo e secondo grado della regione. L’accordo di rete è stato formalizzato in occasione del primo incontro che si è tenuto oggi nell’aula magna dell’Istituto Capitini. Come primo passo della Rete, la conferenza di servizio ha istituito un comitato tecnico scientifico di nove componenti. Ne fanno parte Federico Batini, docente di Pedagogia sperimentale al Dipartimento di Filosofia e Scienze sociali, umane e della formazione dell’Università di Perugia, quale referente scientifico; il dirigente scolastico Silvio Improta, quale preside della scuola capofila, l’Itet Capitini di Perugia; un rappresentante dell’associazione Nausika. Gli altri sei componenti sono i dirigenti o loro delegati delle direzioni didattiche “Orsini” di Amelia, “Aldo Moro” di Terni e “Di Vittorio” di Umbertide, degli istituti comprensivi “Melanzio-Parini” di Montefalco, “Birago” di Passignano sul Trasimeno e Torgiano-Bettona. «L’accordo è frutto anche della volontà di singoli docenti e dirigenti di mettere a sistema temi e argomenti che interessano davvero gli studenti», ha detto Batini. Leggere ad alta voce per condividere storie capaci di parlare di svariate situazioni senza opinioni, promuovere l’inclusione e sviluppare le abilità degli studenti. «Le pratiche di condivisione che il metodo prevede sono un potenziatore delle capacità di interpretazione, dell’assunzione del punto di vista e dello sviluppo delle competenze emotive», ha aggiunto il docente. La sperimentazione svolta in altre regioni, dagli asili nido alle scuole secondarie di secondo grado, ad esempio, dimostra una risposta migliore anche in termini cognitivi e motori negli allievi che hanno svolto letture ad alta voce con regolarità. «L’attività cerebrale di bambini e ragazzi cambia con la frequenza di tale attività», ha spiegato il docente.

Gli obiettivi della rete Da qui l’elevata partecipazione al progetto che resta aperto ad ulteriori adesioni anche da parte di soggetti no profit ed eventuali finanziatori. «Abbiamo raggiunto un numero rilevante, considerando che l’accordo è stato sottoscritto da 60 scuole su un totale di 130 autonomie scolastiche dell’Umbria», ha sottolineato Improta. Con l’incontro di questa mattina la Rete può dirsi ufficialmente avviata con l’obiettivo di progettare e realizzare attività e servizi diretti a diffondere la metodologia della lettura ad alta voce, predisponendo attività formative rivolte al personale educativo e docente affinché tale pratica si sedimenti e si radichi sul territorio. Previste forme di collaborazione con l’ateneo perugino, anche in attività di ricerca, e l’implementazione del patrimonio librario delle biblioteche scolastiche coinvolte. Dopo i primi passi formali, il neo costituito direttivo è già al lavoro per organizzare a giugno un evento di lancio della Rete: un passaggio promozionale da un lato, formativo dall’altro, con la testimonianza, ad esempio, degli insegnanti che anche in Umbria stanno sperimentando attività legate alla lettura. «Pensiamo a un evento diffuso con tre quattro città coinvolte – spiega Improta – per far capire alla comunità scolastica regionale che si tratta di un’occasione importante e per consentire alle scuole di programmare le attività legate alla Rete per il prossimo anno scolastico». L’idea, secondo la tabella di marcia suggerita dal professor Batini, è attivare a settembre la formazione di base per i docenti, partire a ottobre con l’attività di lettura ad alta voce nelle singole classi/sezioni con relative attività di accompagnamento, per fare un primo bilancio del primo anno di vita della Rete, già ad aprile 2025. 

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