Intanto è stata attivata la centralina mobile Arpa, ma presto arriverà anche il ‘naso elettronico’ e la piattaforma Q-Cumber. Entra nella fase operativa il protocollo d’intesa per Nera Montoro (Narni) che prevede rilevamenti sulle principali sostanze e valutazioni sulla presenza di cattivi odori.
Rilevamenti ambientali nell’ex polo chimico In particolare lunedì le strumentazioni fisse di Arpa sono state collocate nelle vicinanze dell’ex polo chimico per analizzare, tra gli altri, i livelli degli ossidi di azoto, pm10, pm2.5 e monossido di carbonio e ozono. La registrazione dei dati sarà continua e proseguirà per i prossimi due mesi prestando particolare attenzione anche agli odori. A questa prima fase, ha spiegato l’assessore all’ambiente di Narni, Alfonso Morelli, ne seguirà un’altra per i successivi tre mesi con l’installazione del ‘naso elettronico’ accoppiato ad un campionatore ‘Odorprep’ che permette di valutare gli odori nell’aria previa segnalazione dei cittadini tramite un’app scaricabile anche su pc o telefonino. Il protocollo siglato tra Comune di Narni e Arpa prevede anche la valutazione di eventuali aumenti di inquinanti atmosferici in occasione di nuove iniziative industriali che si possono insediare nel sito produttivo di Nera Montoro.
A novembre primi risultati Altro strumento che verrà utilizzato nell’ambito della campagna di rilievi sarà la piattaforma Q-Cumber con uno specifico applicativo dedicato allo studio degli odori. La piattaforma registrerà tutti i dati raccolti dalle misurazioni analitiche, quelli climatici, le informazioni territoriali, comprese quelle dei processi produttivi presenti sul territorio, e nel caso specifico l’individuazione e la caratterizzazione delle sorgenti di emissione, oltre che attivarsi su segnalazione dei cittadini attraverso la app. A novembre verrà organizzato un incontro pubblico per fare il punto sullo stato di avanzamento dello studio e presentare la piattaforma Q-Cumber: «Lo studio è fortemente innovativo e di grande valore scientifico – conclude Morelli – unendo dati scientifici con la partecipazione dal basso. L’obiettivo è individuare percorsi trasparenti e condivisi per centrare il contenimento degli odori, individuarne la provenienza e permettere agli enti di intervenire tempestivamente. Un vero e proprio social network di monitoraggio ambientale».
