Con una delle commedie più divertenti di Eduardo De Filippo, ‘Uomo e galantuomo’, venerdì 31 ottobre alle 21, s’inaugura la Stagione di prosa del teatro Manini di Narni.
Gli interpreti Lo spettacolo, che andrà in scena anche al teatro nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, venerdì 19 dicembre, è interpretato da Gianfelice Imparato e da Federica Aiello, Ida Brandi, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Monica Assante di Tatissio, Antonia Truppo, Lia Zinno, Gennaro Di Biase, Giancarlo Cosentino, Fabrizio La Marca.
‘Uomo e galantuomo’ Un testo giovanile di Eduardo De Filippo (1922), classificato spesso come farsa. Ma, seppure caratterizzata da una ricca serie di battute ed episodi irresistibilmente comici, nella commedia emergono una gran quantità di contraddizioni tra l’apparire e l’essere della borghesia contro il dramma proletario di chi ogni giorno affronta la sopravvivenza. Falso perbenismo contro tragedia. Onore da salvare contro fame. Una commedia di altissimo livello, forse la più divertente, ma che sicuramente segnò per De Filippo il passaggio dalla farsa al teatro di prosa.
Il teatro Al centro dell’opera c’è proprio il teatro: una scalcagnata compagnia, ‘L’eclettica, porta in scena, in una località turistica balneare, ‘Malanova’ di Libero Bovio. Attraverso il classico meccanismo della commedia degli equivoci, si scatena così il teatro nel teatro, la follia tra farsa e dramma evocando sapori pirandelliani. Ma si respirano anche i profumi di Goldoni, di Skakespeare, e forse anche un po’ di quel teatro dell’assurdo che va da Osborne a Beckett a Jonesco.
I ruoli L’assenza di talento e l’improvvisazione della compagnia fanno infatti da contrappasso ai drammi borghesi interpretati, invece, con talento e una vena di follia. Sullo stesso palcoscenico della vita saranno più attori i benestanti, i cui sforzi mirano ad interpretare ruoli d’apparenza che i veri commedianti protesi, senza alcuna esigenza interpretativa, soltanto quella di sopravvivere al quotidiano.
