Un nuovo percorso pedonale e meccanizzato che dall’area del Suffragio collega cittadini e turisti al lato est del centro storico. Un’opera importante finanziata coi fondi del Puc regionale che hanno permesso di recuperare un prestigioso bene culturale come il complesso di Sant’Agostino e il chiostro annesso con l’obiettivo di aumentare i servizi a Narni e l’offerta turistica.
Sant’Agostino e mobilità alternativa: fotogallery
Recupero del complesso di Sant’Agostino e terzo percorso meccanizzato Il percorso parte dal Suffragio con un ascensore che porta fino all’ex refettorio, dal quale sia a piedi che con un altro impianto di risalita si arriva fino al chiostro che si affaccia a via dell’Asilo, sotto via Garibaldi, il corso principale della città. Il recupero del Sant’Agostino aggiunge altri due ascensori ai tre già esistenti e che, partendo tutti dal Suffragio, fanno di quest’area il principale terminale turistico per i visitatori.
De Rebotti: «Mobilità alternativa potenziata e bene culturale recuperato» La collaborazione con l’Aicu (associazione italiana curatori parchi giardini o orti botanici) consentirà di realizzare aree a verde all’interno del chiostro e di coinvolgere anche appassionati locali. Il complesso del Sant’Agostino, è stato detto dal sindaco Francesco De Rebotti sarà utilizzato anche per eventi e spettacoli, grazie all’utilizzo della vasta area dell’ex refettorio. «È un’opera straordinaria – ha detto il primo cittadino – che conferma Narni come uno dei centri storici più belli e preziosi dell’Umbria. Il recupero del complesso del Sant’Agostino ha due grandi significati: il primo è rappresentato dal potenziamento del sistema di mobilità alternativa con il terzo accesso meccanizzato al centro storico, il secondo è la riqualificazione di un bene culturale di grandissimo valore storico e architettonico».
Chianella: «Puc fondamentale» Alla cerimonia, oltre al parroco don Sergio Rossini, i vertici dei Lions locali, i tecnici del Comune e le altre autorità cittadine, ha partecipato anche l’assessore regionale alle opere pubbliche Giuseppe Chianella che ha sottolineato l’importanza del Puc per il recupero del bene e come «su di essi la Regione non solo ha investito in maniera convinta per la riqualificazione dei centri storici ma ha anche visto premiati a livello nazionale le sue politiche volte al recupero degli spazi urbani. Sotto questo profilo – ha concluso – Narni si riappropria di un bene che fa parte del suo bagaglio culturale e che arricchisce la città sia sotto l’aspetto architettonico che turistico».
