Daniele Santirosi

Raccolta differenziata. Sì, ma chi ci guadagna sul serio? La domanda se l’è posta il capogruppo di Sel nel consiglio comunale di Narni, Daniele Santirosi e, da lì, è partita una richiesta, dettagliata.

La differenziata Il comune di Narni, dice Santirosi, «compie molti sforzi in direzione della raccolta differenziata, non ultimo quello di aver convintamente aderito ed adottato un piano di raccolta rifiuti che va verso un modello porta a porta per l’intero territorio comunale. La critica che spesso si rivolge a questo modello è quello del costo del servizio, ma purtroppo non si dice mai che in realtà meno si differenzia e più il servizio aumenta esponenzialmente rispetto al costo attuale. Quindi se non si differenzia il danno ricade su tutta la cittadinanza, sia in termini economici, per sopperire al costo enorme dello smaltimento di indifferenziato, che ambientali in quanto, inevitabilmente, se non si differenzia sono necessarie discariche e se non peggio inceneritori».

Conviene? Secondo il capogruppo di Sel, «non rimane che continuare verso il modello di una differenziata spinta. Esisterebbe comunque la possibilità di rendere ancora più conveniente la raccolta differenziata oltre gli attuali valori, ovvero rinegoziando il rapporto con i consorzi della raccolta. Bisogna in sostanza pretendere che i consorzi di raccolta riconoscano maggiori risorse economiche ai comuni che raccolgono in maniera differenzia i rifiuti. In questo modo la raccolta sarebbe sempre più conveniente in termini economici per chi la svolge in maniera seria e concreta».

Il Conai Entro l’autunno, ricorda Santirosi, «l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) deve ridefinire i termini degli accordi con il consorzio che rappresenta tutti i consorzi di filiera degli imballaggi (Conai)» e fa notare che «delle centinaia di milioni di euro all’anno che vengono incassati dal sistema Conai, solo poco più di un terzo viene girato ai Comuni e queste risorse spesso non entrano neppure nelle casse comunali poiché vengono in gran parte utilizzate per pagare le piattaforme private che si occupano delle preselezione di tali flussi».

I dati L’ultimo disponibile si riferisce al 2011 e «si evince che i Comuni avrebbero beneficiato di circa 297 milioni al lordo dei costi di preselezione (si stima che al netto di tali costi rimanga circa la metà ai comuni) a fronte del ricavo totale annuale del sistema Conai di 819 milioni di euro. Noi riteniamo che un sistema che opera senza scopo di lucro, come lo stesso Conai, non dovrebbe avere alcuna difficoltà a riconoscere ai Comuni sia i costi di raccolta che i ricavi per la cessione del mercato di quanto conferito ai consorzi di filiera».

La mozione Ecco perché ha presentato «una mozione con lo scopo di impegnare la giunta ma soprattutto il sindaco, anche in qualità di presidente Anci Umbria affinché si faccia promotore in tutte le sedi opportune proprio di questa iniziativa coinvolgendo anche altre amministrazioni locali: chiedere l’aumento della quota che il Conai versa ai comuni, aderendo, come hanno già fatto oltre 200 amministrazioni locali, ad una iniziativa dell’associazione comuni virtuosi che va proprio in questa direzione».

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