Maurine a Narni

di Francesca Mancosu

Piovuta a Narni quasi dal nulla. La incontri spesso in centro storico, con i suoi vestiti colorati e il suo grande sorriso, con le stampelle alle quali si appoggia per supplire alla mancanza di una gamba, che le è stata portata via da un brutto incidente. Lei è Maurine Atyzuio, 19enne proveniente dall’Uganda e accolta in città grazie alle associazioni di volontariato narnesi, che si sono mobilitate per farle avere una protesi che le consenta d camminare di nuovo da sola. Per raccogliere fondi,  il 6 aprile è in programma una cena al Policentro Arca, organizzata dall’infermiera missionaria Anna Lizzi Mattorre, che l’ha portata in Italia e si sta prendendo cura di lei.

La storia di Maurine Una vita ancora giovane, ma già piena di dolore, che lei un giorno vorrebbe raccontare, diventando giornalista. Ha perso il padre, medico, qualche anno fa, per una malattia ed è cresciuta in un convitto di suore, mentre la madre, con altri tre figli piccoli si è trasferita in Ruanda. Poi un giorno arriva l’incidente che le cambierà per sempre l’esistenza e le manderà in cancrena la gamba destra, poi amputata dai medici. Maurine quindi viene accolta in un altro convitto, di missionarie Comboniane, dove riprende gli studi, diventando ben presto uno degli studenti più bravi.

A Narni È qui che la trova Anna Lizzi Mattorre, da quindici anni volontaria in Africa. Anna prende subito a cuore la sua storia: in Uganda non esiste un servizio sanitario nazionale che possa aiutare la ragazza a curarsi e a darle la protesi di cui avrebbe bisogno per tornare a camminare. Così, decide di portarla con sé in Italia; contatta ortopedici, società specializzate, e avvia le pratiche per i visti e le assicurazioni, anticipando tutte le spese.

Protesi realizzata a Bologna Lo scorso febbraio, Maurine arriva così a Narni, che la accoglie a braccia aperte ed inizia subito a mobilitarsi per la sua causa. Un centro specializzato di Bologna, nel frattempo, realizza una protesi da applicare al busto della ragazza attraverso uno speciale corpetto, che le consentirà di muoversi da sola, senza stampelle. La meccanica della protesi è già stata provata con successo da Maurine, che tornerà in Africa alla fine del mese. Di nuovo nel convitto di quelle suore Comboniane, dove riprenderà a studiare, con il sogno di diventare giornalista e raccontare le storie della sua terra.

Come aderire Per partecipare alla cena di solidarietà di domenica 6 aprile o per contribuire all’acquisto della protesi occorre rivolgersi a: Anna Lizzi Mattorre (tel 388- 8260288), Cecilia Cari (tel. 335-7022689) o ad Ambra Bianconi (tel. 347-3696186). Dal 27 marzo è anche possibile contribuire versando direttamente alle poste o in qualunque tabaccheria sulla postepay n° 4023 6005 7155 3736

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