È la chiusura dei punti nascita (che in provincia di Terni riguarda l’ospedale di Narni) a far discutere in questi ultimi giorni: le polemiche si susseguono, ma il sindaco della città dell’Anello non vuole certo lasciarsi cadere addosso le cose. Ieri, come da programma, in Regione De Rebotti ha incontrato la presidente Marini, l’assessore regionale alla sanità Barberini, il direttore generale alla sanità umbra Duca e il direttore dell’Asl2 Fratini per ribadire con forza la sua posizione in merito alla sanità.

De Rebotti «Alla Regione – ha riferito il sindaco – ho ribadito che è indispensabile e non più rinviabile definire il percorso autorizzativo e realizzativo del nuovo ospedale Narni-Amelia. Solo questo obiettivo può essere garanzia di un’efficiente dispiegamento dei servizi sanitari ospedalieri per il territorio. Si è poi parlato di riorganizzazione complessiva delle funzioni e dei servizi erogati dalla sanità con particolare riguardo al punto nascite, temi per i quali occorre riacquisire il ruolo di governo dei processi».

Punti nascita Come è noto, entro la fine dell’estate 3 punti nascita dovranno chiudere i battenti tra cui quello narnese e, standoci di mezzo, oltre al servizio alla citadinanza, i professionisti, il vespaio di polemiche fa presto a sollevarsi. Per quel che riguarda la città dell’Anello, già Cristiano Ceccotti, capogruppo di Progetto civico a Palazzo Bazzani, e Gianni Daniele, consigliere di Tutti per Narni hanno espresso il proprio disappunto: «È vergognoso – attacca Ceccotti – la chiusura del punto nascite di Narni è la normale evoluzione dell’accanimento terapeutico iniziato alcuni anni fa e che porterà alla dismissione dell’intero ospedale a prescindere dalla validità dei servizi offerti e dalle professionalità esistenti. Sarà solo per motivi economici».

Nuovo ospedale Daniele si scaglia dritto contro il sindaco: «Non ci venga a dire che è soddisfatto della promessa delle procedure per la costruzione del nuovo ospedale (già annunciate da vari anni)per effettuare il ridimensionamento del nosocomio di Narni. Spero di sbagliarmi, – conclude – ma attenti che non succeda  che fra 5 anni, anche dopo qualche movimento di ruspa, qualche gru e pilastro di cemento la nuova struttura sarà ancora una chimera mentre  l’ospedale di Narni sarà ridotto ad un poliambulatorio».

L’ospedale e la frecciatina alla Asl Il sindaco De Rebotti, all’incontro di ieri, ha chiesto l’immediata apertura di un tavolo di confronto istituzionale sulla riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali. Tanto per essere chiaro e rimarcare il ruolo delle politica in certi contesti, il sindaco narnese ha precisato: «Alle strutture sanitarie operanti sul territorio spetta il compito di attuare e sostenere le scelte strategiche del Piano sanitario regionale, a partire dal progetto dell’ospedale di Narni-Amelia ed operare per difendere il mantenimento di servizi di qualità sia per il punto nascita di Narni che per molti altri servizi e prestazioni».

Impegni «Noi – ha affermato il sindaco – porremmo massima e continua attenzione sul rispetto degli impegni assunti e per fare in modo che l’Umbria non sia costretto a subire gravi ritardi o incomprensibili sacrifici in termini di investimento». Per ulteriori delucidazioni sul punto nascita narnese, bisognerà comunque attendere almeno fino a martedì, quando De Rebotti incontrerà di nuovo la Regione, insieme ad Asl e gli operatori sanitari locali. «Il processo di riorganizzazione – ha spiegato – deve coinvolgere direttamente anche chi opera nella sanità».

Trasimeno A rischio chiusura c’è anche il punto nascita di Castiglione del Lago (giovedì è in programma un incontro tra la Regione e il sindaco Batino), ipotesi contro la quale si scaglia il Partito democratico del Trasimeno, la cui segreteria in una nota auspica che «non si parta dai tagli ma dai progetti». «Sul metodo – ha dichiarato il segretario Sandro Pasquali – è inaccettabile apprendere una notizia di questa portata a mezzo stampa. Sul merito avvertiamo la necessità di una interlocuzione su tutto ciò che riguarda il territorio, disponibili comunque al confronto, come lo siamo stati in passato, anche su questioni come quelle della sanità, già affrontate nel 2014 con l’approvazione del piano di riordino». La richiesta della segreteria comprensoriale, che aspetta «risposte credibili e tempi certi», è di discutere sul mantenimento del punto nascita.

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