di Mauro Pacelli
Un quartiere intero isolato dal mondo. Circa un migliaio di cittadini, che vivono da decenni gravi disagi dovuti all’isolamento mediatico. Sono gli abitanti di Testaccio, uno dei quartieri più popolati di tutto il comprensorio narnese, situato lungo la statale Flaminia, a poco più di un chilometro dalla piazza principale della città.
Gabbia di Faraday Dire che questa sorta di vallata è paragonabile a una ‘Gabbia di Faraday’ è semplicemente riduttivo, perché qui tutto ciò che ‘viaggia’ nell’etere trova difficoltà a farsi spazio ed a raggiungere le case degli utenti. Quindi: male i segnali televisivi, male quelli radiofonici, pessimi quelli della telefonia cellulare e conseguentemente dei collegamenti in banda larga attraverso chiavette o smartphone. Insomma un disastro che mette a dura prova il sistema nervoso degli abitanti di Testaccio, che tuttavia non si rassegnano a mollare la loro battaglia, fatta a suon di esposti e di richieste rivolte ai gestori della telefonia, alla Rai ed alle reti televisive private.
Le promesse Qualche mese fa, era settembre del 2012, dopo anni di proteste, sembrava che i problemi relativi all’isolamento mediatico, per gli abitanti di Testaccio stessero per essere definitivamente risolti. Il Comune, infatti, attraverso una nota, comunicò ai cittadini di quella zona che «non appena ricevuto il via libera dalla Comunità montana, partiranno i lavori per l’installazione sul monte sovrastante la frazione di un ponte in grado di fornire la copertura di telefonia mobile nel quartiere narnese».
Il tempo passa L’amministrazione comunale disse che erano state avviate tutte le pratiche per la predisposizione del ponte radio necessario a garantire un’adeguata copertura per la rete di telefonia cellulare. Insomma, appoggiandosi ai box presenti sulla collina che si trova proprio di fronte al quartiere, e che ospitano da anni altri ripetitori come quello della polizia municipale, sarebbe stato installato un ponte radio in grado di offrire un’adeguata copertura telefonica, fino alla tecnologia ‘3G’ per gli smartphone e i tablet di ultima generazione. Sono trascorsi sei mesi e di quel progetto non s’è più avuta notizia.
Le proteste Il problema dell’isolamento, peraltro, non riguarda solo la telefonia cellulare, ma anche i segnali televisivi «che vanno e vengono», come spiegano decine di residenti. L’unica soluzione per loro è stata fino ad oggi quella di montare una parabola sul tetto e sottoscrivere degli abbonamenti ai canali satellitari per poter vedere con sicurezza tutti i programmi. Si tratta, tuttavia, di una soluzione che ha dei costi che non tutti possono permettersi. I problemi sono rimasti anche dopo l’avvento del digitale terrestre, tanto che i cittadini lamentano delle «frequenti cadute di segnale», su tutte le reti. L’esasperazione regna sovrana a Testaccio, dove ora c’è chi minaccia di non pagare più il canone Rai se le cose non cambieranno, mentre altri hanno già posto in atto la cosa, perché «non possiamo pagare un servizio che funziona a singhiozzo».
